martedì 30 novembre 2010
invita
Giovedì 9 dicembre, ore 20.45 presso la Sala conferenze del Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e delle Libertà in corso Valdocco 4,a - Torino per la Presentazione della Lettera Aperta al Presidente della Repubblicaper la riconquista dei Programmi Nazionali e per la difesa della libertà d'insegnamento. Alla vigilia dei 150 anni dell'Unità d'Italia, come è possibile che i ragazzi arrivino a 13 annisenza conoscere nulla del Risorgimento, del fascismo, della Resistenza, della nascita della nostra Repubblica?
Il Comitato genitori Pacchiotti
m.
COTA, CHI ASSALTA LA REGIONE NON RAPPRESENTA
GLI STUDENTI PIEMONTESI
Da: COOGEN Torino
A Torino durante il Torino Film Festival si terrà la presentazione di un documentario girato negli scorsi mesi alla scuola elementare Pisacane di Roma, frequentata in buona parte da ragazzi non italiani (ma moltissimi italofoni) e per questo più volte attaccata dai media e da parti dellapolitica romana.
Il titolo del documentario è "Una Scuola Italiana" (sito http://unascuolaitaliana.blogspot.com/), sarà proiettato martedì 30 novembrealle ore 17.00 al cinema Greenwich, mercoledì 1 dicembre alle ore 12.00 sempre al Greenwich e infine giovedì 2 dicembre alle ore 22.00 al cinemaNazionale. Ingresso a pagamento.
marisa
giovedì 25 novembre 2010
Leggiamoci forte
Tutti i sabato pomeriggio alla libreria "La Torre di Abele" di via Pietro Micca, 22 a Torino, un'iniziativa dedicata a grandi e piccoli: dalle ore 16,30 alle ore 17,30 librai, insegnanti, bibliotecari e amici lettori saranno protagonisti di uno spazio dedicato alla lettura ad alta voce. Per saperne di più e per partecipare è possibile contattare la libreria. Libreria Giunti al Punto
La Torre di Abele, Via P. Micca, 22 - Torino
Tel. 011537777 - 0115176360
m.

Luminarie multilingue? uno scandalo!
La rimozione delle luminarie natalizie multilingue in via Padova, ordinata dall’assessore all’Arredo Urbano Maurizio Cadeo (a seguito, a suo dire, delle "proteste di famiglie e cittadini"), è un atto assurdo e di sconcertante idiozia. Retescuole fa proprio il progetto nato dalla fantasia dell’artigiano Claudio Sighieri.
Sulla home page del sito www.retescuole.net – i genitori possono trovare il volantino in allegato, che recita “Buon anno nuovo” in tutte le traduzioni che siamo riusciti a reperire. Ci auguriamo che le scuole accolgano l’invito di stamparlo e appenderlo ai cancelli, perché … nella mia scuola nessuno è straniero.
Traduzioni in ulteriori lingue possono essere inviate a info@retescuole.net per doverose integrazioni.
Buon anno nuovo alla scuola pubblica e ai suoi alunni e alunne, qualunque lingua parlino,
Retescuole
m.
mercoledì 24 novembre 2010
Abraham Lincoln
Il ministro Gelmini oggi ha dichiarato:
«Gli studenti che contestano le riforme del governo rischiano di difendere i baroni, i privilegi e lo status quo. Alcuni studenti vengono strumentalizzati da esponenti politici della sinistra che oggi hanno deciso di inscenare una sceneggiata sui tetti delle università».

Difesa di precari, donne, immigrati, operai di fabbriche, pensionati, disoccupati, studenti e dipendenti a basso reddito. È dalla parte della maggioranza della popolazione che si schiera il Rapporto Sbilanciamoci 2011, presentato ieri mattina alla sala stampa del Senato della Repubblica.
Per il testo completo: www.volontariperlosviluppo.it

24 novembre 2010
LA PROTESTA
Sul tetto e sui binari gli studenti bloccano i treni
Alla manifestazione partecipano anche docenti, ricercatori, borsisti Edisu
In cima a Palazzo Nuovo è salito Giorgio Airaudo in segno di solidarietà
Lotta contro il tempo per fermare l'approvazione della legge Gelmini.
La protesta parte da Palazzo Nuovo, la sede della facoltà umanistiche dove un gruppo di studenti, borsisti Edisu, docenti e ricercatori è salito sul tetto scardinando la porta del sesto piano e ha annunciato che trascorrerà lì questa notte e tutti i giorni che ci vorranno per bloccare l'approvazione dell'Università.
Nel pomeriggio un gruppo di un centinaio di manifestanti ha bloccato per circa mezz'ora la stazione di Porta Nuova dove sempre gli stessi studenti hanno convocato una assemblea nell'atrio centrale."Chiediamo il ritiro della legge - spiega una delle manifestanti, Alessandra Algostino, docente associato di diritto comparato - che riteniamo non emendabile in alcun modo. E la presenza di professori e studenti dimostra che la nostra non è una protesta corporativa". La decisione è stata presa al termine di una partecipata assemblea che si è tenuta oggi pomeriggio nella sede delle facoltà umanistiche. Una decina di persone tra docenti e studenti è salito sul tetto e ha srotolato uno striscione "Riportiamo in alto l'Università". Tra i manifestanti c'era anche Giorgio Airaudo (leader sindacale Fiom).
Anche al Politecnico 350 docenti, tra cui alcuni presidi e vice rettori, firmano un documento contro la riforma Gelmini, e il personale tecnico-amministrativo proclama una giornata di sciopero, domani, per protestare contro il ddl ma anche contro l’ateneo e la gestione dei rapporti con le organizzazioni sindacali.
Marisa
martedì 23 novembre 2010
BASTA ANDARE SUL SITO: www.iononcisto.org
Non toccate il 5 per 1000
Al Parlamento Italiano
Al presidente della Camera dei Deputati, Onorevole Gianfranco FiniAl presidente del Senato della Repubblica Italiana, Onorevole Renato Schifani
Negli scorsi giorni, gli organi di stampa hanno riportato la notizia che la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha esaminato il testo della nuova "legge per la stabilità" di prossima discussione e approvazione in Parlamento, legge che limiterebbe a 100 milioni di euro i fondi da destinare al "5 x 1.000" per l'anno 2011. Questo significherebbe non rispettare la volontà dei cittadini che liberamente decideranno di versare alle associazioni destinatarie la loro quota del 5 x 1.000 con la prossima dichiarazione dei redditi: solo 100 milioni, rispetto all'intero ammontare del 5 x 1.000, verranno infatti distribuiti alle associazioni, mentre il resto verrà trattenuto dallo Stato.
Si tratterebbe, se la notizia fosse confermata e tale tetto fosse effettivamente approvato, di una riduzione del 75% rispetto all'importo destinato nell'anno precedente (peraltro già oggetto di una limitazione rispetto al totale dei fondi raccolti). Tale ulteriore taglio si aggiunge a quelli effettuati al bilancio della cooperazione internazionale italiana, ai contributi alle istituzioni internazionali che si occupano di aiuti ai paesi in via di sviluppo e a quelli per la ricerca scientifica, universitaria e sanitaria.
Questi tagli si ripercuotono significativamente sull'operatività delle organizzazioni del terzo settore, che hanno dimostrato, negli ultimi anni in modo ancora più evidente, una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all'estero e dunque motivo di orgoglio per il nostro Paese. Tali organizzazioni, non diversamente da altre realtà sociali ed economiche, basano la loro attività sulla programmazione finanziaria degli impegni attuali e futuri per rendere sostenibile il proprio agire nei diversi settori di riferimento.
Non è la prima volta, purtroppo, che si interviene, con tetti massimi di impegno, per limitare l'operatività del "5 x 1.000", uno strumento che, come poche altre misure di natura fiscale, ha dimostrato di riscuotere un gradimento molto alto dei cittadini italiani sin dalla sua prima applicazione.
Tagliare i fondi a disposizione del "5 x 1.000" significherebbe quindi limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell'imposta sui redditi direttamente a sostegno degli operatori del terzo settore.
Per queste ragioni chiediamo al Parlamento Italiano di intervenire per eliminare, nel testo della "legge per la stabilità" di prossima discussione, il tetto di 100 milioni di euro da destinare al "5 x 1.000" per l'anno 2011, ripristinando quanto meno l'importo dei fondi previsti nell'anno 2010.
Promotori:
Emergency, Libera, Gruppo Abele, Greenpeace, Coordinamento Italiano Network Internazionali, ActionAid, AMREF, Save the Children, Terre des hommes, VIS, World Vision e WWF, Medici Senza Frontiere, Amnesty International - Sezione Italiana, Mani Tese, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Sezione Provinciale di Milano, UNICEF Italia, Comunità Nuova, Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus, Centro Nazionale per il Volontariato, Albero della vita, Volontariato Oggi, Bambini Onlus, UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, Fondazione Serena Onlus, Intervita Onlus, Fratelli dell'Uomo, Fondazione Roberto Franceschi Onlus, Fondazione Grigioni per il Morbo di Parkinson, Associazione Italiana Parkinsoniani, FIAGOP Onlus, Associazione Dianova Onlus, Associazione Risveglio Onlus, LAV, Parada Italia, Fondazione Operation Smile Italia Onlus, Fondazione Ivo de Carneri Onlus, Global Humanitaria Italia Onlus, ACRA, Seacoop Società Cooperativa Sociale Onlus, FIAB Onlus Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Più Vita Onlus, CAF Onlus, Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi, CCS Italia, La Quercia Millenaria Onlus, Fund-raising.it, Scuole di Fund Raising di Roma, Insieme nelle Terre di Mezzo Onlus, Ai. Bi. Associazione Amici dei Bambini, Medici con l'Africa Cuamm, Associazione Cuore Fratello, Istituto Oncologico Romagnolo Coop. Soc. ONLUS, Cena dell'Amicizia Onlus, CESVI, CBM Italia Onlus, Associazione Missioni Don Bosco, Associazione Italiana Rett onlus, Il Sole Onlus, Progetto Continenti Onlus, Fondazione Renato Piatti, Associazione Italia Uganda Onlus, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Associazione SOS Villaggi dei Bambini Onlus, FAI Fondo Ambiente Italiano, AIRC, Telefono Azzurro, Cooperativa Fraternità Capitanio di Monza, Fondazione Neuroblastoma, Associazione Neuroblastoma, Associazione La Nostra Famiglia, Fondazione Pangea Onlus, Sightsavers International Italia Onlus, Telethon, Fondazione Progetto Arca Onlus, Fondazione Theodora, Axè Italia Onlus, Lega del Filo d'Oro, Vidas, LIPU, Green Cross Italia Onlus, Fondazione San Raffaele del Monte Tabor, Touring Club Italiano, AISMME Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie ONLUS, Jesuit Social Network Italia Onlus, Associazione Casafavola Onlus, Associazione Festival del Fundraising aps Philanthropy Centro Studi aps, Università di Bologna, Master in Fundraising per il non profit, Professionetica, Istituto David Chiossone, Associazione Piera Cutino Onlus, Fondazione Opera San Francesco per i poveri Onlus, Associazione Bambini in Romania Onlus, Associazione Shaleku, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus, CIAI Centro Italiano Aiuti all'Infanzia, LILT Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori Sezione Provinciale di Trento, AGICES Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale, AIL Associazione Italiana contro le Leucemie, Linfomi e Mieloma ONLUS, ASTS Associazione per il Terzo Settore, Sainam Europe Italia ONLUS, ANPAS Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze.
Libri di testo e borse di studio: ecco l'imbroglio Gelmini
di Maria Coscia*
La finanziaria (o la legge di stabilità come si chiama ora) approvata venerdì dalla maggioranza alla camera penalizza di nuovo la scuola e le famiglie. Il governo, come solitamente fa, ha cercato di occultare i tagli che questa volta riguardano i libri scolastici e le borse di studio, da un lato raccontando sull’argomento bugie all’opinione pubblica e dall’altro, per spostare l’attenzione su altro, annunciando trionfalisticamente sulla stampa un piccolo progetto sul riconoscimento del merito degli insegnanti. Ma, approfondendo la notizia, emerge ancora una volta che ci troviamo di fronte a una nuova trovata pubblicitaria: un tema molto serio come quello del merito, dopo una assillante campagna propagandistica di due anni e mezzo, si è concretizzato in un progetto che sarà sperimentato in sole 40 scuole su oltre 10.000 istituzioni scolastiche e 42.000 plessi scolastici.
Ma andiamo con ordine sui nuovi tagli. Nei giorni scorsi il Pd, durante la discussione alla Camera del disegno di legge di stabilità, ha sollevato con forza la questione del taglio di 103 milioni destinati ai contributi alle famiglie a basso reddito per l’acquisto dei libri scolastici.
La ministra Gelmini ha replicato stizzita sulla stampa che i soldi c’erano e che erano previsti in un fondo più ampio, destinato cioè a coprire più finalità. Ma durante l’esame del provvedimento in Aula è stato svelato l’imbroglio. Il fondo di cui parla la ministra ammonta per il 2011 a soli 250 milioni di euro e deve far fronte alle seguenti voci, costate nel 2010 603 milioni: 103 milioni per i libri scolastici, 370 per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e 130 milioni per far fronte agli impegni assunti sulla solidarietà presso banche e fondazioni estere. Questa è la realtà crudele delle cifre che sono iscritte in bilancio!
La ministra Gelmini deve ora spiegare come farà il governo a far fronte a spese pari a 603 milioni con una disponibilità di soli 250 milioni (un taglio di ben il 60%). Pensa di poter replicare il miracolo dei pani e dei pesci? Ipotesi questa evidentemente irrealizzabile.
Purtroppo, non potranno che esserci dolorosi tagli per tutti a iniziare dalla gratuità, totale o parziale, dei libri di testo. A tutto questo si aggiunge il taglio di 85 milioni (ben l’80% del fondo) alle borse di studio per gli alunni con famiglie a basso reddito.
La verità drammatica è che il governo continua ad accanirsi contro le famiglie più in difficoltà, contro la scuola pubblica e il diritto allo studio di milioni di studenti.
*deputata Pd
m.
Da: eleonorartesio.wordpress.com
23 novembre 2010 (Eleonora Artesio è consigliera regionale della Federazione della Sinistra a Torino)
La proposta di rivedere il calendario scolastico per il prossimo anno in modo da prevedere una settimana di vacanza a cavallo tra Natale e Pasqua per favorire il turismo invernale non tiene conto della situazione di una larga fetta di famiglie piemontesi.
Quasi in contemporanea all’idea dell’Assessore Alberto Cirio, a Milano i dirigenti scolastici di sei istituti elementari, per venire incontro alle famiglie che non hanno abbastanza ferie e/o non possono permettersi una baby sitter, hanno deciso di tenere aperta la scuola anche durante le vacanze di Natale. Le scuole si organizzeranno con ricorso ad agenzie educative e assicureranno un servizio dalle 8 alle 18.
La proposta della Regione Piemonte rischia infatti, pur di incentivare le presenze montane di una élite, di mettere in difficoltà migliaia di famiglie che non hanno la possibilità economica non solo per permettersi una vacanza invernale (almeno 800-1000 euro per sette giorni), ma nemmeno di poter usufruire di servizi di babysitting.
Per avvalorare questa iniziativa Cirio fa rimando alle esperienze europee che calibrano il proprio calendario in base alle esigenze degli operatori del settore turistico. In Europa però esistono anche altre esperienze da tenere in mente, ovvero i campus invernali organizzati direttamente dalle scuole e ai quali partecipano tutti i bambini.
Prima di approvare proposte che vanno incontro ad esigenze turistiche, consigliamo la Giunta regionale di valutare attentamente i risolti sociali e concreti di una tale proposta.
M.
venerdì 19 novembre 2010
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Scuola/ Cei: Non decurtare modesto contributo Stato a paritarie
18 novembre 2010
Monsignor Crociata: Sovvenzioni in costante diminuzione
Roma, 18 nov. (Apcom) - La Conferenza episcopale italiana chiede di non decurtare il "modestissimo contributo dello Stato alla scuola paritaria" e, per voce del segretario generale, monsignor Mariano Crociata, torna sulle polemiche dei giorni scorsi tra associazioni cattoliche e Governo in vista dell'approvazione della legge di bilancio e stabilità (la cosiddetta finanziaria).
"Sul piano del finanziamento pubblico delle scuole paritarie, se è vero che la legge n. 62/2000 ha accolto alcuni principi giuridici di particolare rilevanza per l'attuazione dei diritti della persona, va anche osservato che essa ha previsto sovvenzioni irrilevanti per i costi di gestione. Tali sovvenzioni, in leggera crescita dal 1996 al 2002, appaiono da tempo in costante diminuzione: ciò fa sì che in Italia la libertà di educazione continui a essere priva di un riconoscimento effettivo", ha detto Crociata in un discorso pronunciato in occasione della presentazione del XII rapporto sulla scuola cattolica organizzata dal Centro studi scuola cattolica a Roma.
"Più in dettaglio, le risorse destinate al sistema paritario ammontavano nel 2006 a euro 566.810.844. Come ho già ricordato, a fronte di questa spesa, lo Stato risparmia ben cinque miliardi e mezzo di euro, perché non deve provvedere in proprio all'istruzione di quel milione e più di alunni che beneficiano dell'offerta educativa delle paritarie. Chi potrebbe ritenere ragionevole un'ulteriore decurtazione del modestissimo contributo dello Stato alla scuola paritaria? E' del tutto evidente, infatti, che esso andrebbe contro gli interessi dello Stato stesso".
marisa
SUL SITO: WWW.DISLESSIA.ORG
È POSSIBILE LEGGERE E SCARICARE IL TESTO INTEGRALE DELLA LEGGE 8 OTTOBRE 2010 N. 170, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 244 del 18 ottobre 2010
in materia di “Riconoscimento e definizione di dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia”
che prevede “una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico” e – nell’articolo 2 - una corretta formazione del personale docente “... finalizzata ad acquisire la competenza per individuare precocemente i segnali e la conseguente capacita' di applicare strategie didattiche, metodologiche e valutative adeguate.”
m.
“Alunni disabili senza diritti”
I genitori portano la Gelmini in tribunale
“Abbiamo incrementato gli insegnanti di sostegno di 2700 unità”. Solo due mesi fa, il 2 settembre 2010, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini rassicurava le famiglie con i figli disabili in vista dell’avvio dell’anno scolastico. Ma le cose non sono andate come promesso."Non è vero, la riforma riduce drasticamente i fondi".
Così parte a Milano la prima azione collettiva contro il ministero dell'Istruzione, accusato di discriminare gli studenti con disabilità.
“Siamo costretti a tenere i nostri figli a casa, perché la riforma Gelmini ha ridotto drasticamente le ore di sostegno alla disabilità”. Parte da un disagio profondo la protesta di 30 genitori di alunni disabili che hanno deciso di intentare la prima azione collettiva (intrapresa con la collaborazione di Ledha, la Lega per i diritti delle persone con disabilità, e il sostegno dell’associazione Avvocati per niente) contro il ministero dell’Istruzione e gli Uffici scolastici locali, accusati di discriminare gli alunni disabili. “La scarsità delle risorse non può giustificare una lesione del diritto all’istruzione. Lo dice il diritto internazionale, ma anche la nostra Corte Costituzionale”.
L’iniziativa è stata illustrata nella sede del Comune di Milano, in occasione di un incontro pubblico sul diritto all’istruzione dei minori con disabilità al quale erano presenti alcune delle famiglie in causa.
“Un Paese non può negare il diritto all’istruzione dicendo che non ci sono risorse”, dichiara Livio Neri di Avvocati per niente. “La Convenzione ONU del 2006 sui diritti dei disabili”, spiega l’avvocato, “afferma che il sostegno va garantito nella misura in cui è necessario (..). Il tetto al numero di insegnanti di sostegno previsto dalla Finanziaria del 2007 è stato dichiarato incostituzionale perché – stabilisce la Consulta – lesivo di un diritto fondamentale”.
m.
Dal sito dell'Osservatorio sulla Legalità:
“I tagli al sostegno per i disabili finiscono per essere un enorme spreco di soldi pubblici”.
L'Osservatorio sulla legalità dà il via a una petizione-esposto alla Corte dei Conti: "I ricorsi regolarmente vinti dalle famiglie dei ragazzi disabili sono un costo per lo Stato. Con la scusa di tagliare la spesa si usano risorse per violare un diritto".
Sono giuristi, professionisti, imprenditori, commercianti e impiegati i primi firmatari della petizione-esposto alla Corte dei Conti in favore del sostegno agli allievi disabili gravi promossa dall’Osservatorio sulla legalità e sui diritti Onlus e aperta alla firma di tutti i contribuenti. In tre giorni sono state raccolte già centinaia di firme. La grande maggioranza dei sottoscrittori non sono insegnanti. Un dato positivo, secondo l’associazione promotrice, che evidenzia come la richiesta di un adeguato sostegno ai disabili gravi sia una scelta di civiltà e diritti sentita da tanti cittadini e non una battaglia di categoria.
La nuova iniziativa dell’Osservatorio nasce proprio per porre rimedio a una situazione paradossale. “La novità della nostra petizione, consiste nel fatto che non si appella al ‘buon cuore’ delle istituzioni, ma chiede alla Corte dei Conti di indagare sullo spreco di risorse statali derivante dal rifiuto di adeguato sostegno scolastico cui conseguono centinaia di ricorsi per la lesione del diritto allo studio del disabile”, spiega Massimiliano Trematerra, membro del Comitato tecnico-giuridico dell’Osservatorio, ricordando che si tratta di un diritto di rango costituzionale: “La petizione, che ha le caratteristiche di un esposto, chiede quindi alla Corte dei Conti di accertare il danno erariale e d’immagine subìto dallo Stato per i tagli al sostegno lesivi dei diritti dei disabili gravi da parte di ministero, provveditorati e scuole interessate e chiede di perseguire i diretti responsabili delle scelte dannose, chiamandoli a pagare di tasca propria il danno prodotto”.
Per firmare la petizione: www.osservatoriosullalegalita.org
marisa
giovedì 18 novembre 2010
riportiamo per intero la lettera a commento della recente "visita a sorpresa" del ministro Gelmini all'Istituto Superiore G. Falcone di Gallarate, illuminante (se ancora fosse necessario) dell'indifferenza del governo e dei suoi rappresentanti nei confronti della società civile, indifferenza radicata in un'incomunicabilità alimentata dall'arroganza e dall'abuso di potere:
Gallarate (Varese), 17/1172010
Gelmini a porte chiuse
Egregio Direttore,gli studenti e gli insegnanti dell'Istituto Falcone di Gallarate sono stati mandati a casa, senza preavviso, nel pomeriggio di venerdì 12 novembre.Alla loro richiesta di spiegazioni è stata data una sola risposta: "ordini superiori".Si è poi saputo che la scuola era stata svuotata per permettere la visita del Ministro della Istruzione Maria Stella Gelmini.Al di là delle possibili implicazioni relative alla immotivata interruzione di un servizio pubblico, resta il fatto sconcertante: contro ogni logica e per la prima volta in cento cinquant'anni di Gallarate Città (e di Italia Unita) la visita del Ministro responsabile delle scuole è avvenuta allontando da scuola gli studenti e i professori.Non era mai successo negli anni risorgimentali e sotto la monarchia, non era mai successo nè sotto il fascismo nè in periodo repubblicano.Diversamente da tutti i suoi predecessori la ministra non è entrata nella scuola per colloquiare con i ragazzi e con i loro insegnanti: al contrario, li ha fatti allontanare prima di fare il suo ingresso.Evidentemente a lei interessava solo la passerella per la stampa, le lodi dei politici amici, la ribalta per una propaganda fuori luogo, poi ripresa anche nella nuova Galleria d'Arte Moderna.Io penso che il Ministro dell'Istruzione ridotto ad entrare di soppiatto nelle scuole per evitare di confrontarsi con chi siede nei banchi e in cattedra, dichiari in questo modo il proprio fallimento e dia una tragicomica ma realistica immagine di un governo sempre più lontano dai cittadini. D'altra parte, proprio poche settimane fa, aveva già destato scalpore l'intera mattinata trascorsa dal capo del governo cav. Berlusconi fra le giovani dell'istituto privato CEPU, di cui lodava la bellezza estetica, trascurando completamente le fatiscenti scuoli pubbliche lì accanto.Anche quella era una immagine dello stato in cui è oggi ridotta l'Italia.
Distinti saluti
Antonio Rubino - Gallarate
e un suo concittadino aggiunge, nella lettera indirizzata al direttore di www.varesenews.it:
“Per un puro caso, proprio mentre la ministra era in città, nelle scuole materne ed elementari gallaratesi si raccoglievano fondi - da 8 a 12 euro per bambino - per l'acquisto di pennarelli e carta igienica e si protestava per il taglio del tempo pieno, dei progetti didattici e delle attività para scolastiche. Nello stesso momento, la società sportiva cittadina che in decine di anni di attività aveva avviato al nuoto migliaia di bambini gallaratesi doveva fare i conti con una "ingiunzione di pagamento" emanata dalla Azienda Municipalizzata che ne decretava, di fatto, la chiusura”.
E che dire - aggiungiamo noi - delle lodi e degli apprezzamenti tributati al ministro dalla direttrice dell'Istituto e da varie figure istituzionali locali?
Come disse un ottimo conoscitore di certe virtù italiane:
"La servitù, in molti casi, non è una violenza dei padroni, ma una tentazione dei servi».
Marisa
mercoledì 17 novembre 2010
da: «Internazionale», mercoledì 17 novembre 2010
Scontro tra 17 soprintendenti con una lettera e il ministro Bondi. Il quale se la prende e definisce “gravissima” l'iniziativa con cui i responsabili dell'archeologia di molte zone d'Italia dicono che bisogna cambiare mentalità e pensare a curare i monumenti, non allo scintillio mediatico che non impedisce affatto crolli e dissesti e anzi distoglie dalla tutela.«È ora che la cultura dell'emergenza ceda il passo a quella della manutenzione, ordinaria e straordinaria, a cura delle strutture e degli staff tecnico-scientifici che quei monumenti, quei siti, quei musei conoscono e tutelano», scrivono i 17 archeologi del ministero.
«La valorizzazione come concetto mediatico - sottolineano contestando il ricorso ai commissari - non può sostituirsi al paziente e faticoso lavoro di monitoraggio, consolidamento e restauro, che è poco visibile e poco mediatico».I soprintendenti risponsono così a Bondi che, dopo il crollo della Schola Armaturarum di Pompei, li criticava perché mancherebbero di capacità manageriali e non sanno spendere.
«I pesanti tagli - scrivono - soprattutto degli ultimi anni hanno aggredito un bilancio complessivo già inadeguato» insieme a «riduzioni del personale, blocco delle assunzioni, appesantimento di normative e procedure di spesa».
Emblematico il caso di Pompei , scrivono, dove i tagli hanno fatto i loro effetti «insieme alla decisione di commissariare il sito archeologico con figure professionali diverse dai tecnici specializzati (prima un prefetto in congedo, poi un funzionario della Protezione Civile)».
Seguono le firme dei 17 soprintendenti archeologi
marisa
Scuola e università in piazza
Studenti e insegnanti mobilitati per la giornata internazionale di mobilitazione per il diritto allo studio. Numerose le manifestazioni in oltre 100 città, tra le quali Torino, per dire no alla riforma del ministro Gelmini.
L’appello «contro la deriva culturale del nostro paese di cui i tagli a scuola e università sono la rappresentazione politica» è stato anche diffuso in rete e sta raccogliendo molte adesioni anche tra artisti ed esponenti del mondo della cultura. Tra i firmatari Erri de Luca, Toni Servillo, Ettore Scola, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Caparezza, Andrea Rivera, Paolo Flores d’Arcais.
SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA CHE AFFONDA!
…NON RESTARE A GUARDARE MENTRE L’ISTRUZIONE PUBBLICA VIENE DISTRUTTA!!!!
Il processo di smantellamento dell’istruzione pubblica, compirà il suo ennesimo passo in avanti con l’approvazione del DdL “Gelmini” di riforma dell’Università che sarà in discussione alla Camera nei prossimi giorni. L’ultimo atto di un disegno sull’Istruzione Pubblica che ha già visto fortemente penalizzate le scuole elementari, medie e superiori.
Agli studenti e ai lavoratori di Scuola e Università chiediamo di opporsi in modo deciso a questo progetto aderendo il
17 NOVEMBRE,
giornata dedicata al diritto allo studio, allo SCIOPERO
Indetto per tutto il giorno e per tutti i lavoratori di Scuola, Università ed enti di Ricerca Pubblici e partecipando alla manifestazione che partirà alle ore 9.00 da piazza Arbarello
Per chiedere al Governo di ritirare il DdL ed incominciare un dialogo costruttivo con tutte le componenti per una vera riforma di Università e Scuola
Siamo Tutti Sulla Stessa Barca -coordinamento cittadino in difesa dell'istruzione pubblica
(COOGEN, Rete29Aprile & Coordinamento UniTO, LaSt -Laboratorio Studentesco, S.I.-Studenti Indipendenti, FNISM -Federazione Nazionale Insegnanti-, Comitato 8 ottobre (Liceo D'Azeglio), bibliocoop, Coordinamento Precari PoliTO, ACMOS, Lavoratori e Precari Scuola Pubblica Torino, CUB Scuola Università Ricerca, FLCCGIL) .
M.
venerdì 12 novembre 2010
Sul sito: www.torinolaica.it è possibile scaricare il testo completo della circolare dell'Ufficio scolastico regionale per il Piemonte:
Ora Alternativa alla Religione - vittoria delle Associazioni laiche
"Dopo un anno di battaglie volte a ribadire l'obbligatorietà dell'attivazione dell'ora alternativa all'insegnamento della religione cattolica nelle scuole e la possibilità del relativo utilizzo dei fondi appositamente stanziati, le Associazioni Laiche Torinesi (Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, Comitato Torinese per la Laicità della Scuola, Associazione “31 ottobre per una scuola laica e pluralista promossa dagli evangelici italiani”, CIDI Centro Iniziativa Democratica Insegnanti, CGD Coordinamento Genitori Democratici, FLC-CGIL Torino, COOGEN Coordinamento Genitori Nidi, Materne, Elementari, Medie, CUB Scuola, FNISM Federazione Nazionale Insegnanti, Gruppo di Studi Ebraici, UIL Scuola) hanno finalmente ottenuto (dopo aver dovuto per tale scopo effettuare un esposto al difensore civico della Regione Piemonte) che il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale, dott. Antonio De Sanctis, ottemperasse ai doveri del proprio ufficio, informando adeguatamente tutte le scuole del Piemonte, di ogni ordine e grado, in merito alle modalità di attivazione dell'ora alternativa e di accesso ai fondi ad essa destinati.
D'ora in avanti, nessuno potrà più affermare di non conoscere la normativa in materia e di non disporre di fondi per l'ora alternativa.
Ogni mancata attivazione di questa non potrà pertanto che configurarsi per ciò che essa è, ovvero una aperta VIOLAZIONE delle LEGGI DELLA REPUBBLICA e DEI DIRITTI DEGLI STUDENTI E DELLE FAMIGLIE, che può e deve essere sanzionata per legge".
marisa
Repubblica.it
venerdì, 12 novembre 2010
Scuola, nella notte il governo raddoppia i fondi alle private
Il maxi-emendamento alla Finanziaria restituisce agli istituti paritari i 245 milioni tagliati.
Nella casse delle università dovrebbero entrare 500 milioni. Durissima la Cgil: "E' un gioco delle tre carte sulla pelle dell'istruzione".
Il governo ripristina i fondi per le scuole paritarie, incrementa i finanziamenti agli atenei, restituisce all'università i fondi per le borse di studio e assegna le risorse per espletare i concorsi richiesti in queste settimane a gran voce dai ricercatori in agitazione in tutti gli atenei. Il maxiemendamento alla legge di stabilità per il 2011 (ex legge finanziaria) restituisce agli istituti paritari i 245 milioni tagliati con la prima versione del provvedimento. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, mette così a tacere la polemica derivata dal taglio del 47 per cento (253 milioni) operato alle paritarie qualche settimana fa, che aveva creato più di qualche malumore, soprattutto negli ambienti cattolici.Un provvedimento, quello delle scuole paritarie, che provoca le proteste dell'Idv e un duro comunicato della Cgil scuola: "Si compie - dice il segretario Mimmo Pantaleo - il solito gioco delle tre carte. Si incrementano di 800 milioni i fondi per l'università, la cui ripartizione, tra concorsi fondo ordinario e diritto allo studio, non è chiara, ma si confermano i tagli di 1,4 miliardi previsti dal decreto fiscale del 2008. Agli istituti di ricerca pubblici resta la diminuzione di 95 milioni del fondo per il 2011. Sono confermati i tagli per la scuola, anche per il prossimo anno e nel contempo sono aumentati di 245 milioni i fondi per le scuole paritarie. Un governo in agonia vuole completare l'opera di demolizione della conoscenza pubblica per lasciare spazio alla privatizzazione".
marisa
giovedì 11 novembre 2010
ECCO IL NUOVO MODELLO DI SCUOLA PROPOSTA DALLA LEGA
Meno ore, bonus e assunzioni locali
Meno ore di lezione, buono scuola e assunzione a livello locale degli insegnanti.Nel corso di un convegno organizzato dalla scuola Bosina di Varese (fondata dalla moglie di Umberto Bossi) il Carroccio ha illustrato la ricetta per "risanare la scuola", (…) attraverso 17 punti, di cui 5 strategici e 12 che si possono realizzare "da subito".Tra i punti strategici (…) spicca la drastica riduzione del "curricolo obbligatorio sia annuale che totale". Dagli attuali 13 anni (5 di scuola primaria, 3 di scuola media e altri 5 di scuola secondaria di secondo grado) si dovrebbe passare a 12 anni. E in più l'orario scolastico dovrebbe essere suddiviso in due parti: obbligatorio e aggiuntivo. La parte obbligatoria non dovrebbe superare le 20 ore settimanali: 4 al giorno, per 5 giorni a settimana.
E' una specie di mix tra la riforma Moratti (che prevedeva una quota oraria settimanale del curricolo obbligatoria e una facoltativa) e la riforma Berlinguer con la riduzione di un anno del percorso scolastico. Tra gli altri punti qualificanti della proposta leghista c'è l'attuazione del federalismo scolastico, attraverso la piena attuazione del titolo V della Costituzione "con passaggio alla Regione di tutto il potere organizzativo sulla scuola". Ma anche la piena attuazione della parità scolastica, attraverso "l'uguaglianza dei finanziamenti sia al settore pubblico che al parificato, tramite dote alunno (bonus scuola)".(…) L'assunzione del personale viene prevista a livello "locale": a livello di distretto, o di istituto o di consorzio di scuole". Mentre la direzione amministrativa delle scuole dovrebbe essere distrettuale. Anche la dirigenza cambierebbe pelle con l'introduzione della direzione didattica di plesso.
Tra le misure da realizzare "subito" c'è quella del docente a tempo pieno, del lancio di questionari annuali che alunni e genitori compilerebbero per dare un giudizio sulla qualità del servizio offerto dalle singole scuole…è previsto che le scuole rimangano aperte fino alle 18,30, che i compiti in classe si effettuino al di fuori della classe, per evitare che gli alunni copino, e pause di 15 minuti dopo ogni ora di lezione.
Marisa
Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Direzione Generale per il personale scolastico Uff. III
Prot. n. AOODGPER 9839 Roma, 08 novembre 2010
Ai Direttori Generali
degli Uffici scolastici regionali
LORO SEDI
Oggetto: Supplenze temporanee del personale docente.
Si fa riferimento alle continue segnalazioni riguardanti la difficoltà delle istituzioni
scolastiche nell'assicurare la piena funzionalità delle attività didattiche in caso di assenza
temporanea del personale docente.
Al riguardo, nel confermare le indicazioni già fornite con la nota n. 14991 del 6 ottobre
2009, si ribadisce l'obbligo di provvedere alla sostituzione di detto personale assente
temporaneamente, prioritariamente con personale della scuola in soprannumero o con ore a
disposizione o di contemporaneità non programmata in applicazione di quanto previsto dall'art.
28, commi 5 e 6, del CCNL/07 ed, in subordine, mediante l'attribuzione di ore eccedenti a
personale in servizio e disponibile nella scuola fino ad un massimo di 6 ore settimanali oltre
l'orario d'obbligo.
Ciò premesso, si ricorda che l’istituto delle ore eccedenti, considerato l'ammontare
limitato delle risorse disponibili, annualmente definito e di celere esaurimento, ha natura
emergenziale ed ha come finalità lo specifico obiettivo di consentire la sostituzione immediata e
limitata nel tempo del docente assente, in attesa della nomina del supplente temporaneo avente
diritto.
Pertanto, nel rispetto della normativa e delle procedure richiamate nella stessa nota,
nel caso in cui le soluzioni indicate (sostituzione con personale in esubero, con ore a disposizione,
con attribuzione di ore eccedenti nel limite delle risorse assegnate) non risultino praticabili o
sufficienti, i dirigenti scolastici, al fine di garantire ed assicurare il prioritario obiettivo del diritto
allo studio e della piena funzionalità delle attività didattiche, possono provvedere alla nomina di
personale supplente in ogni ordine e grado di scuola anche nel caso di assenza del titolare per
periodi inferiori a 5 giorni nella scuola primaria, come previsto dall’art. 28, c. 5 del CCNL e a 15
giorni nella scuola secondaria, fermo restando quanto previsto in merito alla procedura
semplificata per la nomina del supplente nella scuola dell’infanzia e primaria per assenze fino a
10 giorni dall’art. 5, c. 6 e art. 7, c. 7 del vigente Regolamento delle supplenze.
Appare opportuno richiamare l'attenzione sull'opportunità di non ricorrere alla
sostituzione dei docenti assenti con personale in servizio su posti di sostegno, salvo casi
eccezionali non altrimenti risolvibili.
Si segnala infine che la spesa per la sostituzione del personale assente non può essere
coperta con le risorse del FIS, visti i vincoli specifici di destinazione previsti dal contratto stesso
nell'utilizzo di tali risorse.
IL DIRETTORE GENERALE
f.to Luciano Chiappetta
COMMENTO RSU:La presente nota MIUR è decisamente importante
perché ci dà completamente ragione e conferma la correttezza della nostra battaglia per la legalità e il diritto ad una buona scuola per noi, per i nostri studenti, per il Paese.
Chiarisce che “l’attribuzione di ore eccedenti” si può fare solo per il personale in servizio DISPOSTO a svolgere questa attività aggiuntiva. Insiste sul fatto che l’attribuzione di ore eccedenti ha carattere emergenziale e limitato. Dice chiaramente che si deve garantire il diritto allo studio e quindi SI DEVE nominare anche per assenze inferiori ai 5 gg nella primaria o ai 15 gg nella secondaria. Ripete che l’uso dei colleghi di sostegno per le supplenze va limitato a casi “non altrimenti risolvibili”. Blocca ogni tentativo di caricare il FIS dei costi delle supplenze che invece competono al bilancio.
Venerdì biblioteche chiuse contro i tagli alla cultura
Stop per un giorno alla consultazione e al prestito di libri. I musei più belli della città aperti ma gratuiti
daniela lanni (agb)
Anche il Comune di Torino aderisce alla mobilitazione nazionale «12 novembre 2010: Porte chiuse, luci accese sulla cultura». Un'iniziativa, senza precedenti, per richiamare l'attenzione sugli effetti dirompenti che la manovra finanziaria avrà sul settore e per riaffermare i diritti dei cittadini alla cultura. L'obiettivo è protestare contro le forti riduzioni del fondo unico per lo spettacolo e i vincoli imposti dalla manovra del Ministro Giulio Tremonti. «Regole rischiose per la stessa sopravvivenza di Enti e organismi formativi» ha detto l'Assessore alla Cultura della Città di Torino, Fiorenzo Alfieri. (…) A Torino, venerdì, è in programma la serrata di tutte le biblioteche civiche. Un giorno di stop, venerdì 12 novembre, alla consultazione e al prestito di libri in tutte le biblioteche della città. Chiuse anche le sale lettura e le emeroteche. Accesso vietato al pubblico anche al Museo Pietro Micca, Museo A come Ambiente, l'istituto Gramsci e la Fondazione Vera Nocentini.
M.
martedì 9 novembre 2010
(da "Vieni via con me", 8 novembre 2010; legge Roberto Saviano)
Bernd Neumann, Germania: “è proprio in tempi di crisi che si deve lottare per non fare tagli alla cultura perché è il valore e il fondamento che dobbiamo mantenere”.
Frédéric Mitterrand, Francia: “…La cultura è una risorsa, un aiuto all'orientamento. E io lavoro perché lo sia sempre di più”.
Angeles Gonzales-Sinde, Spagna: “Lo stimolo alle industrie culturali è cruciale per l’uscita dalla crisi se si tiene conto che la cultura fornisce il 4 per cento del pil spagnolo e dà lavoro a più di 800 mila persone”.
Sandro Bondi, ministro italiano della Cultura: “Non vado a chiedere l’elemosina a Tremonti”.
(legge Fabio Fazio)
Giulio Tremonti, ministro dell’economia: “Fatevi un bel panino con la Divina Commedia”.
marisa
venerdì 5 novembre 2010
Roma, 4 novembre 2010 (Apcom)
Per una volta Tremonti ha benedetto l'occasione derogando alla linea dei tagli draconiani inseriti nella legge di stabilità per il 2011".
A scriverlo è il quotidiano Libero, in un articolo firmato dal vice direttore Franco Bechis, che ricorda come il ministro fosse bersagliato da giorni per i tagli in tabella alla scuola cattolica: all'appello mancavano 200 milioni all'anno per il prossimo triennio.
Cifra reintegrata proprio alla vigilia del convegno in Vaticano dal ministro dell'Economia che "per le vie brevi ha fatto sapere ai parlamentari che ci penserà direttamente lui, utilizzando i fondi a disposizione del ministero dell'Economia.
marisa
giovedì 4 novembre 2010
Mancano i professori supplenti. "Le maestre salgano in cattedra"
A Bernate Ticino un preside decide di far fronte in modo creatito alla cronica assenza di docenti. Ma le candidate protestano e interpellano in sindacato: "Provvedimento assurdo e contrario alla legge".
Maestre elementari mandate a fare supplenza alle vicine scuole medie, visto che non lì ci sono insegnanti per sostituite i colleghi assenti. Succede all'istituto comprensivo di Bernate Ticino, dove il preside Giuliano Fasani ha deciso di fare fronte in modo creativo alla cronica assenza di docenti, conseguenza dei tagli del governo all'istruzione. Ma le maestre non ci stanno, e hanno scritto lettere di protesta contro un provvedimento che considerano "assurdo e contrario alla legge". Loro, abituate a curare i bambini, non sono abilitate per insegnare a ragazzini 13enni. E nemmeno vogliono avere la responsabilità di dovere vigilare sui preadolescenti, più agitati.
Fai-da-te, ultima frontiera della scuola in crisi
Il problema si pone per le supplenze brevi, di uno o due giorni, che ricadono economicamente sulle spalle della scuola. E l'istituto, a corto di quattrini come tutti, si è arrangiato a modo suo. Le maestre di Bernate hanno scritto a Cgil, che impugnerà le circolari con cui la presidenza ha deciso di mandare le maestrine alle medie. Ma dal 21 ottobre il preside (…) ha comunicato alle maestre che sono loro a doversi spostare per andare in classe dagli studenti "grandi".
La risposta di FLC CGIL: "Quello che il preside sta facendo è del tutto illegittimo. Anzitutto, spostando i docenti da un tipo di scuola all'altro calpesta il contratto di lavoro. E poi, cosa più importante, sottraendo le maestre alla scuola elementare interrompe i progetti didattici. Le insegnanti a disposizione dovrebbero essere impiegate per le cosiddette ore di "compresenza", caposaldo del modello didattico del tempo pieno".
marisa
venerdì 29 ottobre 2010
Coordinamento Genitori Nidi Materne Elementari Medie di Torino
Il COOGEN ti invita al "Corso di Formazione"
per Rappresentanti di Classe e di Istituto - 9 Novembre ore 21.30
in c.so Peschiera 364
Verrà distribuito un vademecum e presentata la legge sugli organi collegiali
Se credi che fare il Rappresentante di Classe non sia solo raccogliere soldi
Se sei stato eletto in Consiglio di Istituto e vuoi saperne di più sui tuoi compiti
Se pensi che un genitore possa dare un contributo per la scuola e per i propri figli
Se vuoi discuterne con noi…
Diffondi la notizia scaricando il volantino dal sito del coogen (www.coogen.org)
marisa
giovedì 28 ottobre 2010
Dalla discussione di ieri a Montecitorio, alla commissione Cultura, risulta che nel 2011 il governo non ha previsto i fondi per rendere gratuiti i libri testo delle scuole dell’obbligo. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti intende dunque far saltare una delle misure caratteristiche della scuola pubblica dal 1967, cioè il fondo per i libri destinato ai bambini provenienti da famiglie meno abbienti, che serve a garantire il diritto allo studio a tutti i ragazzi. Il capitolo di bilancio della legge Finanziaria che prevede lo stanziamento di 103 milioni per la gratuità dei libri scolastici è stato nuovamente tagliato e ridotto a zero per il prossimo anno. Se le cose resteranno come sono, e non ci sarà uno stanziamento ulteriore nell’annunciato decreto di Natale, tutte le famiglie che mandano i bambini alle primarie (o che sfruttano il comodato d’uso gratuito nella scuola superiore) saranno costrette a sborsare i soldi per i libri di tasca propria.
mercoledì 27 ottobre 2010
Sul Progetto Gelmini – La Russa “Allenati per la vita”, corso teorico e pratico, valido come credito formativo scolastico (alla sua quarta edizione!), per gli studenti delle scuole superiori, frutto di un protocollo tra Ufficio scolastico lombardo, Comando regionale dell'esercito, ministero dell’Istruzione e della Difesa
Leggiamo alcuni estratti:
"Gli istruttori, circa un centinaio, sono militari in congedo. Dopo le lezioni teoriche che possono essere inserite nell’attività scolastica di “Diritto e Costituzione” seguiranno corsi di primo soccorso, arrampicata, nuoto e salvataggio e “orienteering”, vale a dire sopravvivenza in ambienti ostili e senso di orientamento, tiro con l’arco ed esercitazioni con la carabina ad aria compressa. In più “percorsi ginnico-militari” e, al termine, una gara pratica tra pattuglie (!) di studenti... Le attività in argomento permettono di avvicinare, in modo innovativo e coinvolgente, il mondo della scuola alla forze armate, alla protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso (…) la pratica del mondo sportivo militare, veicolata all’interno delle scuole, oltre ad innescare e ad instaurare negli studenti la “conoscenza e l’apprendimento” della legalità, della Costituzione, delle istituzioni e dei principi del diritto internazionale, permette di evidenziare, nel percorso educativo, l’importanza del benessere personale e della collettività attraverso il contrasto al “bullismo” grazie al lavoro di squadra che determina l’aumento dell’autostima individuale ed il senso di appartenenza ad un gruppo”.
Come si concilia questa politica educativa con l’art. 11 della Costituzione?
Art. 11: L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
In nome del bilancio si fanno tagli alla scuola, si riduce il numero degli insegnanti, si costituiscono classi di 30 alunni in edifici ad alto rischio…e poi si destinano nuove risorse a corsi di stampo paramilitare?
lunedì 25 ottobre 2010
Le nuove regole per i prèsidi
art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana (articolo sulla libertà di stampa, di espressione e manifestazione di pensiero):
“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
e dalla Costituzione per l'Europa, art. II – 71 Libertà di espressione e di informazione
o Carta di Nizza, dicembre 2000, adottata dalla Repubblica italiana:
“1. Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera”.
Con la legge 169 dell’ottobre 2008 Mariastella Gelmini annunciava l’attivazione in tutte le scuole di una nuova disciplina: Cittadinanza e Costituzione.
Ma ai “nostri tempi”, la cosiddetta nuova disciplina non si chiamava Educazione civica? Il ministro ha subito provveduto a chiarire la questione, dichiarando in diverse interviste che “non sarà la vecchia ora di Educazione civica, ma un’ora di educazione alla cittadinanza, per insegnare ai ragazzi i valori e i principi contenuti nella nostra Costituzione".
Perfetto! “Sapere è potere”, quindi cominciamo a riscoprire insieme ai nostri figli i fondamenti del nostro Stato, della Repubblica italiana…..INSIEME, però, Ministro, nessuno escluso!
*******
Discorso sulla Costituzione
Di Piero Calamandrei, 26 gennaio 1955 (estratti)
L’art.34 dice:” I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Eh! E se non hanno i mezzi? Allora nella nostra costituzione c’è un articolo che è il più importante di tutta la costituzione, il più impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi. Dice così:
”E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
E allora voi capite da questo che la nostra costituzione (...) soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di lavoro da compiere. Quanto lavoro avete da compiere! Quanto lavoro vi sta dinanzi!
Perché quando l’art. 3 vi dice: “ E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” riconosce che questi ostacoli oggi vi sono di fatto e che bisogna rimuoverli. Dà un giudizio, la costituzione, un giudizio polemico, un giudizio negativo contro l’ordinamento sociale attuale, che bisogna modificare attraverso questo strumento di legalità, di trasformazione graduale, che la costituzione ha messo a disposizione dei cittadini italiani.
venerdì 22 ottobre 2010
Vi ricordiamo che domenica 24 e lunedì 25 ottobre ci saranno le elezioni dei rappresentanti del CONSIGLIO DI CIRCOLO.
Il CONSIGLIO DI CIRCOLO è l’organo di indirizzo e di gestione degli aspetti economici e organizzativi generali della scuola ed è un costituito dal dirigente scolastico, dai rappresentanti degli insegnanti e dai rappresentanti dei genitori.
I RAPPRESENTANTI DEI GENITORI in Consiglio di Circolo svolgono un ruolo simile al rappresentante di classe: fanno da mediatori tra la scuola e le famiglie e riportano le richieste dei genitori relative alla scuola frequentata dai nostri bambini.
E’ importante per noi genitori essere presenti in Consiglio di Circolo: se non ci sono i nostri rappresentanti in questo gruppo, le decisioni che verranno prese non potranno tenere conto della nostra volontà.
Per questo motivo pensiamo che sia importante ANDARE A VOTARE.
Si potrà votare dalle ore 8 alle ore 12 domenica e dalle 8 alle 13.30 lunedì. Ogni genitore può esprimere due voti (indipendentemente dal numero di figli) e vota nella sezione del maggiore.
Per la Sclopis sono candidati:
Manuel Martin Moran
Chiara Mancinelli
Cristina Vezzaro
Fabio Giudice
Gianluigi Rossi
Marisa Margara
Claudia Valentino
Per la Carducci sono candidati:
Massimo Longo
Luigi Caforio
Per la Ricardi:
Alessandra Paloschi
Cristina Odorisio
In questo elenco ci sono tre persone (Manuel Martin Moran, Chiara Mancinelli e Massimo Longo) che hanno già rappresentato i genitori nel Consiglio di circolo 2007-2010 e che quindi hanno già esperienza nelle procedure. Ci permettiamo di suggerirvi di dare uno dei due voti uno di loro.
Grazie
Il Comitato Genitori Pacchiotti
giovedì 21 ottobre 2010
2010 - 2011: alla Sclopis si continua!
Nella scuola che fa gli italiani (anche Ahmed e Shu Wei)
così titola Annachiara Sacchi l’interessante articolo pubblicato il 6 ottobre 2010 sul «Corriere della Sera», sull’impegno che da mesi insegnanti ed allievi della Sclopis stanno dedicando alla realizzazione di alcuni progetti legati ai 150 anni dell’Unità d’Italia, che il prossimo anno avranno come protagonista Torino. Alcuni passi significativi:
Marina Bertiglia, responsabile della didattica del comitato «Italia 150˚», racconta: «Abbiamo investito tanto in questo progetto perché la scuola, da sempre, è un grande veicolo di costruzione dell’identità ».
Lo sanno bene all’elementare Sclopis, una sorta di istituzione (è stata costruita nel 1885 a pochi passi da piazza Statuto) che vanta alunni eccellenti come il cardinale Carlo Maria Martini e il poeta Guido Ceronetti (amatissimo dai bambini, a cui fa spesso visita). Qui, in alcune classi il 50 per cento degli studenti è straniero.
Ma l’atmosfera «deamicisiana» si respira ancora. Merito della struttura ottocentesca, dei corridoi grandissimi, delle aule affacciate sul cortile interno. Ma anche del continuo lavoro di «memoria » portato avanti dalle maestre. È nato così il piccolo museo della scuola, una stanza (aperta al pubblico) dove sono raccolti banchi antichi, registri, libri, pennini che raccontano epoche lontane.
Maria Elena Revelli, la maestra che cura con tre colleghe questo progetto (e molti altri), insiste sul «ricordo». «Abbiamo intervistato decine di ex allievi, visitato i luoghi storici della zona, preparato una serie di libri con il comitato per i 150 anni, letto e archiviato i giornali del 1961, l’anno del centenario».
Certo, non è semplice spiegare il Risorgimento alle elementari, visto che non è previsto nei programmi. «Ma i bambini sentono che è in arrivo un anniversario speciale». E la storia dell’Unità d’Italia «viene inserita comunque nelle ore di educazione alla cittadinanza». Anche la Sclopis sarà, in primavera, alle Officine Grandi Riparazioni. Con un progetto di scrittura creativa, un calendario, un giornalino, una conferenza. La linea del tempo che dal 1861 porta al 2011. «Il messaggio— dicono i maestri — è ancora valido: uniti si cresce».
marisa
lunedì 7 giugno 2010
La lotteria del tempo pieno
| L'articolo di Flavia Amabile sulla Stampa di oggi rende conto di quello che tutti noi genitori sappiamo da tempo: il tempo pieno, contrariamente ai proclami della Gelmini, si sta riducendo e non tutti i bambini che si iscrivono quest'anno, pur avendone fatta richiesta, ne avranno diritto. Anche nella nostra scuola probabilmente sarà così. Così tra test, graduatorie e èunteggi per scegliere i i vincitori del posto nelle classi a 40 ore, duecentomila bambini torneranno alla buona vecchia scuola che fu. cm | ||||
| Benvenuti alla lotteria del tempo pieno. Partecipano in duecentomila, secondo calcoli dei sindacati. Sono i bambini italiani che hanno provato ad iscriversi alle classi di 40 ore e che ora, a giugno, all’improvviso hanno scoperto che quelle classi non ci sono e che le scuole dove si erano preparati ad andare dovranno scegliere tra loro e decine di altri bambini chi vincerà l’ambito premio. Accade anche questo nell’Italia delle scuole ormai. A Milano una scuola primaria ha 33 iscrizioni per il tempo pieno e 10 per il tempo normale. Per il momento sono state autorizzate una classe a tempo pieno e una a tempo normale. Il Consiglio di istituto ha deciso di formare la classe a tempo pieno con 25 alunni, il massimo consentito dalle norme per la sicurezza, e quella a tempo normale con i restanti 18. Sembra un problema da scuola primaria, appunto, ma ora 8 dei bambini del tempo pieno dovranno accontentarsi del tempo normale. Chi? Il consiglio di istituto ha affidato a tutti i genitori una tabella da compilare in modo da assegnare un punteggio a ciascun bambino e stilare poi la graduatoria. Nella tabella sono contenuti i criteri «variabili di valenza sociale». Si va dai 10 punti degli alunni con certificazioni disabili o invalidità a 5 punti per le famiglie con un solo genitore, e via scendendo fino a 2 punti pe run fratello o una sorella che frequentano lo stesso istituto o 1 punto soltanto assegnato all’alunno che «appartiene al bacino di utenza», o agli altri figli fino ai 14 anni. A parità di punteggio ha precedenza il bambino più anziano. E’ una lotteria, davvero. Sembra anche un po’ buffa a pensarci bene. Invece è tutto regolare. Il comma 3 dell'articolo 10 del Dpr 81 del 2009 prevede proprio questo, che in caso di difficoltà l’ultima parola spetti ai consigli di istituto. E’ compito loro indicare «i criteri di ammissione». E ognuni scuola è libera di scegliere quelli che ritiene più giusti. E dunque stamattina, dall’altra parte dell’Italia, a dimostrare che il paese è unito almeno nei problemi, accadrà qualcosa del genere. Settantotto genitori andranno davanti al preside dell’Istituto Parini per capire quale sarà il loro destino. Il preside si chiama Giuseppe Adernò e non sa davvero come risolvere il rebus. Ha 78 iscrizioni e pochi giorni fa l’ufficio solastico gli ha comunicato di aver autorizzato una sola classe a tempo pieno, una in meno dell’anno scorso. «In venticinque potranno iscriversi, ma come fare a sceglierli? Se il ministro Gelmini volesse occuparsene saremmo lieti di ospitarla a Catania e offrirle anche una granita». Il ministro non andrà a Catania. Domani in qualche direzione centrale del ministero il problema verrà posto e si tenterà di trovare una soluzione. Nel frattempo il preside stamattina spiegherà ai genitori che la scelta andrà effettuata su criteri di necessità. E sa bene che non sarà facile. «Quasi tutti lavoriamo - spiega Silvia Strano, mamma di una delle bambine iscritte al tempo pieno che non si sa se ci sarà - E abbiamo fatto molta fatica per ottenere questi lavori, perché dovremmo lasciarli ora?». Il problema ulteriore è che i giochi sono ormai fatti. «La legge non permette di iscriversi a più scuole contemporaneamente - spiega Silvia Strano - e quindi se non dovessero permetterci di iscriverci in questo istituto dove andremmo? Resta solo la possibilità delle private ma anche lì le classi sono in gran parte formate e fra noi ci sono oltre cinquanta bambini in più a dover trovare un posto altrove». | ||||
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La lezione del governo alla scuola
Curzio Maltese (Il Venerdì di Repubblica – 4 giugno 2010 – pag. 11 )
Ogni tanto il governo fa anche cose buone ed è giusto riconoscerlo. La Finanziaria, per esempio, ha identificato e punito la categoria che maggiormente danneggia il Paese, la più pericolosa per la democrazia. I lettori a questo punto pen seranno agli evasori fiscali. Ma in quale Paese vivete? Gli evasori sono brave perso ne, laboriose, creano reddito, soprattutto per se stessi, votano a destra. Per questo il governo li premia con un altro condono.
D'altra parte, è a favore dell'evasione che si fanno le manovre finanziarie. Da quando Berlusconi è tornato a Palazzo Chigi, l'evasione è passata, secondo i dati del Sole 24 Ore, da cento a centoventi miliardi l'anno. Venti miliardi in più. Che bisogna recuperare da altri. Anzitutto dagli inse gnanti. Questi mascalzoni che riempiono la testa dei nostri figli di cognizioni inutili, culturame, latinorum e algoritmi. Quando potrebbero portare in classe un bello schermo ultrapiatto e sintonizzarlo per tutto il tempo della lezione sul Grande fra tello. Comunisti con il pallino dell'istruzio ne, che rovina il popolo. A loro tocca giusta mente il salasso peggiore della manovra: due miliardi di euro. Fra le nazioni del G20 soltanto una ha capito che per uscire dalla crisi il passo decisivo è tagliare l'istruzione. Questa nazione siamo noi, è l'Italia. Lo di ciamo con un brivido di orgoglio.
L'Italia ha un grande premier che ha fatto una montagna di soldi senza bisogno di conoscere il latino, Leopardi e l'inglese, ma occupandosi in prevalenza di tv, donne e pallone. Senza contare l'altro genio della ministra Gelmini. Una che per tagliare ha un vero talento. Adesso vuole anche elimi nare un paio di settimane a settembre e cominciare le scuole il primo ottobre, perché cosi, dice, si aiuta il turismo. Qualche azzeccagarbugli di sinistra potrebbe obiettare che nella nazione più turistica del Pianeta, la Francia (una volta era l'Italia, ora quin ta), le scuole cominciano a fine agosto. Altri potrebbero addirittura obiettare che ci vorrebbe in Italia un vero ministro dell'Istruzione. E perché mai? L'Italia ha già l'indice di scolarità fra i più bassi d'Europa. Basta ancora un piccolo sforzo per tornare alla felice condizione di analfabetismo di massa degli anni Cinquanta, gli anni che prepararono il boom economico.
L'unico ostacolo a questa straordinaria riforma è costituito da un milione centomila insegnanti della scuola pubblica che si ostinano a fare il proprio mestiere. Ma con questi stipendi, quanto possono anda re avanti ancora?
cm
martedì 25 maggio 2010
Manifestazione del 22 maggio a Torino
Nel video qua sotto le immagini
cm
lunedì 24 maggio 2010
SABATO 22, ERAVAMO DIECIMILA
Carissimi sabato la manifestazione è andata benissimo. 10000 persone in piazza e al corteo. Vi confesso che era per noi una scommessa. Noi ci abbiamo creduto fortemente e davvero era indispensabile fare capire che il mondo della scuola continua a non apprezzare quanto viene fatto (anzi disfatto) nella scuola. Dobbiamo lavorare insieme per crescere in tutti la coscienza che la scuola e' una cosa importante ed irrinunciabile per tutti , non solo per chi ha figli nella scuola, non solo per chi nella scuola lavora. Continueremo a darci da fare in questa direzione.
Quella di sabato 22 è stata la prima grande manifestazione unitaria di questi ultimi anni. Qualcuno, che ringrazio, lo ha definito un trionfo! Eravamo tanti, convinti, chiari e decisi... I più belli sono stati certo i bambini... che intonavano cori e giochi per la loro scuola e per la loro scuola non ci arrenderemo.
Il 29 ci sarà una manifestazione sindacale indetta da CGIL, CISL ,UIL , SNALS e GILDA.
Ci saremo anche noi!
Non resta che congratularci tra di noi e a tutti GRAZIE!
Silvia
mercoledì 19 maggio 2010
RACCOLTA FIRME per mantenimento offerta tempo scuola attuale
Per il Collegio Docenti
Per il Consiglio di Circolo
Come nel 2009, anche quest’anno il Comitato Genitori Pacchiotti, per tramite dei rappresentanti di classe, ha raccolto le firme dei genitori dei bambini frequentanti i plessi Carducci, Ricardi di Netro e Sclopis relative alla richiesta di mantenimento dell’offerta tempo scuola attuale.
Con la raccolta delle firme il Comitato vuole dare voce alla preoccupazione delle famiglie per le ricadute della riforma Gelmini sui plessi del nostro Circolo nel prossimo anno scolastico 2010/2011.
Di tale preoccupazione si vuole mettere a parte il Dirigente Scolastico, il Collegio Docenti e il Consiglio di Circolo chiedendo contestualmente di fare quanto in loro potere per garantire nel 2010/2011 la stessa offerta e organizzazione di tempo scuola proposte in questo anno scolastico 2009/2010.
Si consegnano pertanto in data odierna i fogli di raccolta firme.
Torino, 18 maggio 2010
FIRMATARI: 320 circa sui tre plessi del Circolo Pacchiotti dalla I alla IV
MOZIONE del COMITATO GENITORI PACCHIOTTI
Al Dirigente scolastico
Al Collegio dei docenti
Al Consiglio di Circolo
Il Comitato genitori Pacchiotti riunitosi oggi 18.05.2010 esprime profonda preoccupazione per le ricadute che avrà sull’organizzazione didattica la riduzione del numero di docenti e personale ATA prevista per il prossimo anno scolastico 2010/2011.
Dopo il taglio nell’AS 2009/2010 di 3 collaboratori scolastici e 1 insegnante, che ha provocato la perdita del laboratorio di italiano per stranieri attivo dalla metà degli anni settanta, i tagli continueranno a colpire anche quest’anno il nostro circolo: all’atto dell’iscrizione alle prime classi i genitori hanno richiesto la formazione di 4 classi a Tempo Pieno e 1 classe a Tempo Breve a 27 ore. Il Ministero invece concederà organico sufficiente solo alla formazione di 3 classi a Tempo Pieno e 2 classi a Tempo Breve a 27 ore. Con una classe in più rispetto all’anno in corso avremo 1 insegnante in meno: di fatto stiamo perdendo una classe a Tempo Pieno e saremo costretti a ridurre il Tempo Scuola di tutte le altre classi.
Il Comitato genitori Pacchiotti teme con forte preoccupazione il fatto che le richieste delle famiglie non saranno più soddisfatte e che i tagli comporteranno un inaccettabile impoverimento dell’offerta formativa. Anche in presenza della garanzia di un tempo scuola di 40 ore, se si utilizzeranno le ore di compresenza per le supplenze o per completare l’orario nelle classi che non avranno un numero sufficiente di insegnanti, si renderà impossibile la realizzazione delle attività di recupero degli apprendimenti, delle attività di laboratorio o a piccoli gruppi e delle uscite didattiche.
Il Comitato genitori Pacchiotti invita il Consiglio di Circolo, il Collegio Docenti e il Dirigente scolastico a rivolgersi agli uffici competenti per chiedere l’assegnazione di tutto il personale necessario a soddisfare le richieste delle famiglie e a garantire il funzionamento, secondo quanto previsto dal piano dell’offerta formativa, di tutte le classi a tempo pieno e a tempo breve.
Il Comitato genitori Pacchiotti, in uno spirito di collaborazione con il personale docente e ATA, intende mettere in atto con determinazione tutte le iniziative che riterrà opportune per garantire a tutti i bambini e a tutte le bambine il diritto a una “Buona Scuola”.
A questo proposito, in prima istanza il Comitato Genitori Pacchiotti intende chiedere all’Ufficio Scolastico Provinciale di essere ricevuti per poter evidenziare le preoccupazioni delle famiglie e ottenere quanto richiesto.
lunedì 10 maggio 2010
Il COMITATO GENITORI PACCHIOTTI organizza un incontro su
ALLA SCUOLA DI TUO FIGLIO
IL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO?
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del Circolo Didattico Pacchiotti
si incontreranno
martedì 18 maggio 2010 alle 17.00
Servizio di BABY-SITTING al costo di €3,00 per tutta la durata della riunione
Per informazioni o prenotazioni i riferimenti sono
Elena cell. 338-4851125 scuola Carducci
Nicoletta cell. 339-6209003 scuola Ricardi
Vito cell. 347-5997382 scuola Sclopis
e-mail: comitatogenitoripacchiotti@gmail.com












