mercoledì 5 novembre 2008
Il decretino
Come può chiamarsi un decreto legge che, concepito per straordinaria necessità ed urgenza, si risolve poi in 8 articoli di poche righe ciascuno?
Il de-cretino.
AS
martedì 4 novembre 2008
Occhi limpidi e braccia forti
Io, sono un genitore di bambini che vanno alle elementari e alla scuola materna.
Eppure voglio scrivere dei ragazzi delle università occupate e dei cortei.
Quando guardo alla tv questi ragazzi vedo i miei figli tra quindici anni e allora ne scrivo fin da ora, perché non è poi così lontano.
Quando guardo alla tv questi ragazzi, per i quali la protesta contro i tagli del governo è un urlo che implora futuro, mi si stringe il cuore.
Questi ragazzi non chiedono un futuro diverso o un futuro migliore. Questo succederebbe solo se fossero in grado di prefigurarsene uno, per quanto inaccettabile o deprimente o scoraggiante.
No. I ragazzi dell’università chiedono futuro. Futuro e basta.
Non chiedono certezze. Chiedono - molto di meno o molto di più - una prospettiva, una possibilità, un’ipotesi.
Che è una richiesta terribile se a farla è chi ha davanti a sé una vita da vivere e non è messo nelle condizioni nemmeno di immaginarsela.
A sognare, inteso come sana capacità di desiderare e agire per realizzare, si impara. Non è mica così scontato saperlo fare, bisogna allenarsi fin da piccoli. La scuola, io credo, serve anche a questo.
In un film che ho visto anni fa, “Il bagno turco”, nell’augurio al bambino che deve ancora nascere la zia scrive alla futura madre: CHE ABBIA OCCHI LIMPIDI PER VEDERE I DESIDERI E BRACCIA FORTI PER REALIZZARLI. PERCHÉ NELLA VITA SI PUÒ ESSERE FELICI, SI DEVE ESSERE FELICI.
Di questa frase mi ha sempre colpito la formula del comando per quella che di solito è vissuta come una speranza. La felicità è un dovere, che richiede impegno azione forza coraggio. La felicità va cercata. Semmai è il dolore che arriva per caso, arriva sempre, ci cade addosso. Ma il benessere va difeso, con tenacia.
Allora capisco l’ostinazione di questi ragazzi delle università occupate e dei cortei, e la sento mia.
AS
lunedì 3 novembre 2008
Duello verbale tra un nostro paladino e il Cavaliere della Stella
Abbiamo ricevuto un commento da uno strenuo difensore di Maria Star "Mani di forbici". Nel suo scritto, il nostro interlocutore -bloggista anche lui- riprende la maggior parte degli argomenti che gli esponenti del governo vanno ripetendo in tutte le trasmissioni televisive. Per questo motivo ci è parso opportuno rispondere alle sue argomentazioni, punto per punto, e fare questo richiamo tra i post alla nostra personale polemicuccia, per non confinarla nello spazio ristretto dei commenti. Per leggerla clicca sul titolo di questo post.sabato 1 novembre 2008
Upgrade per anglosassoni, tedeschi e svedesi

C'è una parte della popolazione che è molto preoccupata dalle classi ponte. Perché sebbene, come dice la Litizzetto, in Italia basti parlare di ponte per essere sicuri che non si faccia, in qualche modo questi hanno fatto passare una legge.
Allora giustamente degli amici di una coppia mista, lui italiano, lei anglosassone, chiedevano un pari trattamento. Beh, pari, dipende dai punti di vista. Perché in effetti, se tanto mi dà tanto, perché mai i loro figli che parlano perfettamente inglese devono aspettare che dei marmocchi italiani arrivino al loro livello, approfittando, magari, delle loro capacità per avvicinarsi alla lingua. Eh no, che se la cavassero da soli tra di loro, che si sa che per imparare la lingua è meglio stare tra compaesani piuttosto che fare una full immersion, e allora appunto se ne stessero tra di loro a fare le loro lezioncine di inglese. Per i figli di stranieri che parlano perfettamente l'inglese, cortesemente, classi ponte, anzi con upgrade nell'upper deck. Più ponte di così.
CV
venerdì 31 ottobre 2008
La "STAR" a Parla con me
La satira... tanto bistrattata quanto importante, qualche parola un pò forte, ma assolutamente imperdibile.
mf
A Torino eravamo 100'000
giovedì 30 ottobre 2008
Va pensiero

È chiaro. È difficile non emozionarsi quando le note che si levano sono quelle di Verdi. E da palcoscenico fa una Torino mozzafiato. Piena zeppa di gente che pacificamente fa sentire la propria voce e sfila dicendo chiaro e forte quello che prova, quello che la preoccupa. Bambini, studenti, genitori, insegnanti, cittadini.
E le note che si diffondono sull'intera piazza e nella città intera, almeno simbolicamente, sono note che parlano dell'importanza di tutelare tutto ciò che fa la nostra cultura e la nostra ricchezza, non quella delle cifre, bensì quella impalpabile ma concreta, quella degli investimenti a lungo termine, non economici, appunto, ma nella formazione dei cittadini del futuro, e di tutti i cittadini.
Per le vie della città s'incrociano, in direzioni opposte, un gruppetto di bambini accompagnato da genitori e insegnanti, da una parte, e un folto gruppo di studenti di medicina che vanno a unirsi al resto del corteo studentesco. E spontaneo si leva un applauso verso i bambini, futuro ancora più remoto del loro futuro prossimo, ma sempre futuro di un paese. Applauso a cui i bambini rispondono entusiasti con un applauso simile che riecheggia durante questo passaggio fisico e simbolico al tempo stesso. Dove altro bambini delle elementari e universitari riescono a darsi la mano? L'unico aspetto triste di tutta questa storia è che c'è in gioco il futuro di tutti loro e di tutti noi.
CV
Grazie, Teatro Regio
Grazie. E' stata una lezione la vostra, che nessun maestro unico potrà mai fare ai nostri figli: una lezione di vita in cui musica, impegno civile, partecipazione, si sono fusi in un'unica nota che per me è stata emozione.
AS
mercoledì 29 ottobre 2008
Il Senato ha detto sì
162 i sì, 134 i no, 3 gli astenuti.
Sotto il titolo il link al testo del provvedimento.
AS
martedì 28 ottobre 2008
Riempire le piazze
Siamo presuntuosi a pensare che un po’ ce lo abbiamo portato?
E’ vero che bastavano la crisi dei mercati finanziari e la crisi della terza settimana e non c’era bisogno di noi (genitori e studenti) per accorgersi che gli italiani non ce la fanno più.
Ma non è anche un po’ per merito nostro che finalmente ci si è decisi? Anche il più sordo dei sordi non poteva non sentire la voce che da quasi due mesi sta difendendo, pacificamente ma con fermezza, la scuola pubblica italiana, volendo difendere insieme un’idea di società che garantisce a tutti le stesse opportunità e un modello di governo più rispettoso della dialettica e meno insofferente al dissenso.
E’ vero anche che ho avuto, fino alla scorsa settimana, la sensazione che a nessuno interessasse veramente della scuola pubblica italiana finché era questione di maestro unico e di riduzione del tempo scuola. Non alla sinistra. Non ai media. Mi è sembrato, ma spero di sbagliarmi, che scaldasse l’animo solo a noi genitori di bambini che vanno alle elementari.
Poi sono arrivate le università, e qualcosa è cambiato. E anche se mi resta il dubbio che se non fossero apparsi gli atenei, la sinistra avrebbe continuato a stare in quell’ombra dove si vanta di stare e i media a tacere, va bene così, perché più siamo e meglio è.
Bene: adesso i giornali e le tv parlano della scuola e il Pd riempie il Circo Massimo.
Da parte nostra, riempiamo stasera Piazza Castello.
Concludo riportando la citazione del Breviario di Antonello Caporale apparsa su Repubblica di ieri:
“Le cose straordinarie ci riescono bene. Quando finiscono, riprendiamo con le cavolate”.
Lo dice un consigliere Pd Lombardia.
AS
lunedì 27 ottobre 2008
28 ottobre Tutti in piazza Castello
ANDIAMO TUTTI IN PIAZZA CASTELLO (non più davanti all'UNIONE INDUSTRIALE) alle ore 21 e aderiamo all'iniziativa
nazionale delle scuole in attesa dell'uscita del decreto 137 previsto per la mattinata del 29.
Scarica il volantino della serata
cm
venerdì 24 ottobre 2008
Tavola rotonda
Premesso che, purtroppo per cause di ricerca parcheggio sono arrivato con qualche minuto di ritardo, mi sono perso l'introduzione in cui un rappresentante dell'assemblea no gelmini ha illustrato quali saranno le loro azioni alle prossime iniziative. Sono così partiti gli interventi, e la prima è stata Silvia Bodardo del coogen che ha raccontato quali sono le cose di cui si è dibattuto il 21.10 nell’assemblea cittadina. Da lì in avanti e fino alle 23.45 è stato un susseguirsi di interventi tra cui un delegato sindacale della fiat mirafiori, personale ATA, genitori di bambini delle elementari, docenti universitari, esponenti dei cobas e della cub, maestri e maestre elementari, ecc, ecc, ecc, addirittura un esponente della cigl.
Il taglio iniziale era quello non solo di un coordinamento trasversale, ma anche, se possibile, operativo, cosa che però non è avvenuto in quanto per ora di iniziative ce ne sono.
Ne sono uscito alquanto rinfrancato, e ancor di più motivato nel continuare questa lotta, perchè quello che è venuto fuori è stato un totale coinvolgimento e un unità di intenti mai visto fino ad ora, finalmente SI REMA TUTTI DALLA STESSA PARTE, senza sigle, senza falsità, ma con la consapevolezza che sarà una lotta lunga e molto dura, in cui ogni singolo deve e può dare il proprio contributo, dove ci si aiuterà scendendo in piazza sempre più numerosi e sempre più convinti che un cambiamento è possibile se c'è unità, e ieri sera c'era.
Eravamo in tanti, e interessante è stato l'intervento di una signora che madre di quattro figli, 25 anni, 17, 9, 4 anni in più dipendente pubblico, si chiedeva quale prospettiva potrebbe avere la sua famiglia alla luce di ciò che questa legislatura si appresta a fare.
Due maestri quasi alla pensione hanno fatto scaldare il cuore e l'animo di tutti quando hanno parlato della loro immutata voglia di andare tutte le mattine ad insegnare e aiutare gli studenti ad accrescere la loro cultura e senso critico, una docente universitaria che insegna la costituzione ha parlato della bellezza di vedere i bambini alla manifestazione del 4 ottobre, in quanto il senso civico e il rispetto della costituzione inizia proprio da li, una rappresentante sindacale della scuola francese è venuta apposta per comunicare la solidarietà degli studenti oltralpe (c'era addirittura un interprete in quanto non parla italiano), per arrivare, magari, ad una giornata europea sul diritto alla cultura e all'istruzione PUBBLICA.
Da sottolineare come ogni intervento è stato accompagnato da applausi, sia in alcuni passaggi dell'intervento sia alla fine, ovviamente tranne che per il delegato cigl, cui sono seguite richieste di chiarimenti sul dov'erano stati fino ad ora e quanto sia scorretto, sia per loro che per il pd, cavalcare l'onda della protesta ora che il movimento sta diventando sempre più grande.
A ripensarci ora una proposta comunque c'è stata, ossia quella di creare sempre più manifestazioni per riuscire ad organizzare una manifestazione nazionale senza precedenti.
Insomma bisogna andare avanti con tutte le forze disponibili, consapevoli che si inizia ad essere veramente in tanti, ed è inutile dire che questa è solo frutto della disinformazione della sinistra, in quanto siamo praticamente tutti/e che abbiamo letto le varie leggi e decreti, e lì non ci sono scritte le cose che i “nostri politicanti” asseriscono, e quindi non ci si sta inventando nulla ma è scritto nero su bianco.
mf
Mamme, iniziate a sentirvi in colpa
Foto di Carlo Tacconelli vi siete mai sentite in colpa di lavorare in questi anni in cui i vostri figli andavano a scuola il pomeriggio? Non credo. Avrete pensato fosse una semplice e naturale ripartizione della giornata per l'intera famiglia. E i vostri figli si sono mai sentiti diversi perché andavano a scuola tutto il giorno con i loro compagni e le loro 2 maestre? Nemmeno loro, penso.
Voi, cara categoria di mamme lavoratrici, tra poco rischiate di non sentirvi più così fiere. Perché tra poco si faranno i conti in tasca a chi fa scelte di un tipo o di un altro e saranno forse i padri a rinunciare piuttosto? Sì, forse in qualche raro caso. Lavori meno impegnativi, niente carriera. Per il resto, si chiederà sempre a voi di farvi carico di questo lavoro in più, in termini di tempo, di organizzazione o di denaro. Quanto all'aspetto psicologico, di quello nessuno si cura, come del fatto che i vostri figli che prima pensavano di fare parte di una classe di bambini uguali inizieranno ora a percepire differenze profonde. Tutto questo per favorire l'integrazione di tutti nella società.
CV
Mozione 1-00033 Cota ed altri
Il testo della mozione, per favorire l’accordo nella maggioranza, ha dovuto essere rivisto in qualche punto. Per esempio, la prima versione recitava:
“a rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, AUTORIZZANDO il loro ingresso previo superamento di test e specifiche prove di valutazione”
cambiata in:
“a rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, FAVORENDO il loro ingresso previo superamento di test e specifiche prove di valutazione”.
Intanto vorrei che ci venisse detto in cosa consistono le specifiche prove di valutazione, tanto specifiche che non vengono nemmeno specificate. E comunque, passando dall’autorizzare al favorire, è come se alla fine si facesse pure un favore allo straniero: non è questione di permesso ma di cortesia.
In un altro punto, la prima versione parlava di classi ponte:
“… istituire CLASSI PONTE, che consentano agli studenti stranieri che non superano le prove e i test sopra menzionati di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all'ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti”.
Le classi ponte, che come dice la Litizzetto, se in Italia dici ponte sei poi sicuro che non si farà mai, sono diventate classi di inserimento:
“ … istituire CLASSI DI INSERIMENTO che consentano agli studenti stranieri che non superano le prove e i test sopra menzionati di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all'ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti”.
Non capisco: gli alunni stranieri vengono isolati in un gruppo a parte, che però si chiama di inserimento. Ho sempre pensato che quando uno è inserito è perché sta dentro qualcosa, non fuori.
Ma il meglio arriva nel finale.
Una volta formata la classe di soli stranieri, con questi allievi si dovranno realizzare (anche se di nuovo il verbo usato è “favorire”, che se prima sapeva di gentilezza qui suona come un “provarci”, un “se si riesce, bene, se no pazienza”) progetti di interculturalità e di educazione alla legalità e alla cittadinanza. Questi i temi, nell’ordine riportato sulla mozione:
a) comprensione dei diritti e doveri (rispetto per gli altri, tolleranza, lealtà, rispetto della legge del paese accogliente);
b) sostegno alla vita democratica;
c) interdipendenza mondiale;
d) rispetto di tradizioni territoriali e regionali del Paese accogliente, senza etnocentrismi;
e) rispetto per la diversità morale e cultura religiosa del Paese accogliente.
E' ridicolo, ma non è uno scherzo.
AS
giovedì 23 ottobre 2008
Lenzuola bianche 2

Solo l'altra mattina, a una scuola privata qui vicino, una scena che mi ha stretto il cuore e infastidito al tempo stesso. Studenti liceali che sollevano uno striscione di protesta e una di loro con la macchina digitale a fotografare la mini trasgressione. Finito il gesto, si ritira tutto e si entra regolarmente a scuola.
Invece bello, oggi, proprio vicino a una scuola, il primo lenzuolo bianco steso a un balcone, com'era già stato per la bandiera della pace, per intenderci. Lenzuoli bianchi per non fare della scuola un fantasma. Vogliamo farlo tutti?
CV
L'unione fa la forza
Per questo sta girando in rete un appello promosso dal Coordinamento Genitori di Torino, per il ritiro del Decreto Gelmini (decreto 137), di tutti i tagli (legge 133), della chiusura di migliaia di scuole e della proposta di legge Aprea (trasformazione delle scuole in fondazioni private) ma soprattutto PER L'UNITA', PER UNA MANIFESTAZIONE DI TUTTI I SINDACATI, LE ASSOCIAZIONI, I COMITATI, LE SCUOLE, I CITTADINI, se il governo non si fermerà.
Per firmare on line, clicca sul titolo.
cm


