La satira... tanto bistrattata quanto importante, qualche parola un pò forte, ma assolutamente imperdibile.
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SIAMO UN GRUPPO DI GENITORI DELLA SCUOLA SCLOPIS DI TORINO (CIRCOLO DIDATTICO PACCHIOTTI) E ABBIAMO CREATO QUESTO BLOG PER DARE VOCE ALLE NOSTRE PREOCCUPAZIONI SUL FUTURO DELLA SCUOLA PUBBLICA.
La satira... tanto bistrattata quanto importante, qualche parola un pò forte, ma assolutamente imperdibile.
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È chiaro. È difficile non emozionarsi quando le note che si levano sono quelle di Verdi. E da palcoscenico fa una Torino mozzafiato. Piena zeppa di gente che pacificamente fa sentire la propria voce e sfila dicendo chiaro e forte quello che prova, quello che la preoccupa. Bambini, studenti, genitori, insegnanti, cittadini.
E le note che si diffondono sull'intera piazza e nella città intera, almeno simbolicamente, sono note che parlano dell'importanza di tutelare tutto ciò che fa la nostra cultura e la nostra ricchezza, non quella delle cifre, bensì quella impalpabile ma concreta, quella degli investimenti a lungo termine, non economici, appunto, ma nella formazione dei cittadini del futuro, e di tutti i cittadini.
Per le vie della città s'incrociano, in direzioni opposte, un gruppetto di bambini accompagnato da genitori e insegnanti, da una parte, e un folto gruppo di studenti di medicina che vanno a unirsi al resto del corteo studentesco. E spontaneo si leva un applauso verso i bambini, futuro ancora più remoto del loro futuro prossimo, ma sempre futuro di un paese. Applauso a cui i bambini rispondono entusiasti con un applauso simile che riecheggia durante questo passaggio fisico e simbolico al tempo stesso. Dove altro bambini delle elementari e universitari riescono a darsi la mano? L'unico aspetto triste di tutta questa storia è che c'è in gioco il futuro di tutti loro e di tutti noi.
CV
nazionale delle scuole in attesa dell'uscita del decreto 137 previsto per la mattinata del 29.
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Foto di Carlo Tacconelli 
Ero al cinema ieri con i bambini a guardare Wall-e. Certo è il 2800, la terra è devastata dall'immondizia e gli uomini sono tutti dei grassoni che vivono da qualche parte nello spazio su poltroncine mobili, passano il tempo sorseggiando beveroni e guardando uno schermo che nella migliore delle ipotesi trasmette pubblicità, nella peggiore delle ipotesi gli fa il lavaggio del cervello.Una piantina che un inviato ha scoperto sulla terra indica che ci sono le condizioni per ripopolarla. Il comandante dell'astronave, a quel punto, si ritrova confrontato al pianeta che ha dato i natali ai suoi antenati e scopre cosa sono la terra, il mare, le piante, cosa significhi coltivare, ballare. Da bravi automi hanno perso idea di cosa significhi, semplicemente vivere, per non parlare poi di pensare. E poi a un certo punto si trova a dover leggere, e sillaba le parole come un bambino all'ultimo anno di materna che inizia a imparare da solo a leggere.
E mi sono detta ancora una volta che quello che voglio per i miei figli non è un mondo che giri intorno a criteri di produttività in cui solo gli utili hanno una ragione di esistere. Voglio un mondo in cui a scuola ai miei figli insegnino a ragionare, a confrontarsi, a pensare, oltre che inglese informatica e… la terza i la dimentico sempre. Perché di quelle tre i, senza tutto il resto, non ce ne facciamo niente. E un'altra cosa, tutto questo, dalle elementari all'università, lo voglio a disposizione di tutti, per una società che consenta a tutti in pari misura di crescere ed esprimersi liberamente e tolga i privilegi dovuti al dio denaro, privilegi che non hanno mai avuto e soprattutto in qualsiasi anno tra il 2008 e il 2800 non hanno più senso. Più alcun senso.
Ah, un'ultima cosa. Come si vede dall'immagine, se si fossero conosciuti nell'era Gelmini, il terrestre Wall-e e la spaziale Eve non avrebbero mai avuto alcun modo di riuscire, alla fine, a prendersi per mano.
CV
Immagine tratta da http://uk.rottentomatoes.com