Da: LaStampa.it, 30 marzo 2011giovedì 31 marzo 2011
Da: LaStampa.it, 30 marzo 2011lunedì 28 marzo 2011
venerdì 25 marzo 2011

"Per una settimana bianca stravolgono il calendario"
Scuola contro la Regione che propone: «Facciamo come in Francia»
maria teresa martinengo
torino
Una settimana bianca da 12 al 17 marzo, vacanze di Natale che inizierebbero il 24, due giorni liberi a Carnevale, «sospensione breve» a Pasqua (5-10 aprile), inizio lezioni 12 settembre, fine mercoledì 13 giugno. E ponti 31 ottobre, 9 e 10 dicembre, 30 aprile. Di questa proposta di calendario scolastico regionale 2011/2012 hanno ragionato ieri - e discusso a lungo - l’assessore all’Istruzione, Sport e Turismo della Regione Alberto Cirio e la Conferenza della Scuola, che riunisce associazioni genitori, docenti, dirigenti, sindacati, province e che deve esprimere il parere.
Parere che, in maniera convergente, non è stato di approvazione: pochi i 202 giorni di lezione previsti, non motivata la sospensione di una settimana, tardivo l’inizio delle vacanze di Natale.
«Ieri abbiamo discusso per la prima volta e la conferenza è stata aggiornata alla prossima settimana. Abbiamo recepito le osservazioni. Valuteremo», dice Cirio. Poi, scende nel dettaglio del suo calendario, il primo della Giunta Cota: «Include un elemento importante, che è già realtà in altri territori a forte vocazione turistica. Penso a una settimana o a un ponte lungo da giovedì a domenica in marzo per favorire l’utilizzo delle montagne e dare la possibilità alle famiglie con bambini di organizzare una settimana bianca. Per chi non può per ragioni economiche, non ha ferie, non ha interesse, la Regione, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, organizzerà un progetto per tenere i ragazzi a scuola con attività alternative, con i docenti disponibili».
C’è anche una terza opzione. «Le scuole possono organizzare le gite in Piemonte, fruendo del bonus di 150 euro». Corale l’obiezione della Conferenza. «Obiettivo del calendario è garantire più giorni possibile di attività didattica - riassume Rodolfo Aschiero, segretario regionale della Flc-Cgil -. Si può permettere in modo facoltativo di fare progetti di attività didattiche alternative, tra cui andare in montagna. Ma interrompere l’attività per la settimana bianca è fuori da ogni logica. La questione è di tipo educativo e sono tutti d’accordo, dai presidi agli studenti».
Per Enzo Pappalettera, segretario regionale della Cisl Scuola «mettere in contrapposizione le esigenze di chi intende fare la vacanza sulla neve con quelle della programmazione didattica è un errore clamoroso. Non si può immaginare che la scuola sia chiamata a fare assistenza a chi non si può permettere di andare a sciare».
Cirio assicura che ci sarà spazio per la trattativa. «La priorità assoluta - dice - va al valore didattico del calendario, ma ricordo che lo sport per i ragazzi ha grande valore formativo». Ieri lo «strano caso» dell’assessore all’Istruzione che promuove anche Sport e Turismo è deflagrato.
Il commento più ascoltato è quello dell’assessore ai Servizi Educativi del Comune di Torino Beppe Borgogno: «Un calendario da assessore al Turismo e non alla scuola».
m.
giovedì 24 marzo 2011
REGIO APERTO PER GIOIA
Venerdì 25 marzo
Ore 14 - ore 17.30: visite guidate e concerti dei Gruppi da Camera del Regio
Ore 20: proiezione de I Vespri siciliani in Piazzetta Mollino
INGRESSO GRATUITO
A partire dal pomeriggio il Teatro sarà aperto a tutti dalle ore 14 alle ore 17.30 per le visite guidate gratuite e sarà inoltre possibile assistere a brevi concerti dei Gruppi da Camera del Regio.
La sera, alle ore 20, si potrà rivivere l’emozione della recita per i 150 anni dell’Unità d’Italia, andata in scena il 18 Marzo alla presenza del Presidente della Repubblica, grazie alla proiezione su grande schermo in piazzetta Mollino de I Vespri Siciliani diretti dal maestro Gianandrea Noseda e firmati da Davide Livermore.
La proiezione è gratuita e non sarà allestita una platea apposita; chi lo desidera, può portare con sé una sedia pieghevole!
m.
mercoledì 23 marzo 2011

TEATRO REGIO TORINO
VENERDI' 25 MARZO 2011
La giornata di lotta garantirà l’esecuzione degli spettacoli programmati, nel rispetto del pubblico e nella salvaguardia del Teatro.
L’importo della giornata lavorativa verrà devoluto, su base volontaria, a favore delle iniziative umanitarie per il popolo giapponese colpito dalle recenti catastrofi.
verrà installato uno schermo all’esterno del Teatro per dare la possibilità a tutta la cittadinanza di assistere agli spettacoli di Nabucco alle ore 12 e Vespri siciliani alle ore 20.
il Teatro Regio sarà aperto al pubblico dalle 14,00 alle 17,30 per visite guidate gratuite nello spirito del “teatro a porte aperte”.
Siamo tutti invitati!
m.
lunedì 21 marzo 2011
PIAZZA ARBARELLO PROGETTATA DAI PIU' PICCOLI - 2

L'Assessore Sestero incontra le classi della Sclopis che hanno aderito al progetto ADOTTA UN MONUMENTO
Argomento: La sistemazione di Piazza Arbarello
L'incontro è aperto a tutti
vi aspettiamo
segnalato da maria cristina milanese (grazie!)
m.
Flash Mob contro l'aumento dei fondi alle scuole paritarie
Ora
sabato 26 marzo · 15.30 - 18.30
Luogo
Torino Piazza Castello
Creato da
Alice Giaccone
La scuola pubblica è al verde, in compenso regione e governo aumentano i fondi per scuole private e paritarie, seguendo la stessa linea del premier Berlusconi che afferma che solo l'educazione privata può dare formazione adeguata.Troviamoci tutti in piazza castello per mettere in scena, sotto la regione, il dramma il furto dei fondi ai danni della scuola pubblica e a favore invece della privata!è necessario avere con sè una camica bianca e una cravatta. Così, mentre il Gioberti inscenerà il furto alla scuola pubblica, il D’azeglio leggerà e distribuirà il discorso di Calamandrei sulla scuola pubblica e privata, mentre il Gobetti volantinerà in favore dello sciopero generale del 6 maggio...(seguiranno ulteriori informazioni)
m.
Il 18 marzo, al piano terra di Palazzo Madama, ha preso il via il nuovo progetto interattivo
“ Museo Torino”, nel quale confluiscono i lavori sulla memoria storica di tutti e dieci gli ecomusei torinesi, compreso l'Ecomuseo Urbano della Circoscrizione I e la mostra: "Una storia elementare: immagini, voci e ricordi dalla Scuola Sclopis”.
m.
Art.7
Art.8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Bufera al Liceo classico Massimo D'Azeglio, Torino. Nosiglia in campo
L'arcivescovo "vicino" ai genitori contrari al preside
Il «caso D’Azeglio» non accenna a placarsi, anzi. Associazioni, scuole e gruppi continuano a sostenere o ad attaccare il preside Salvatore Iuvara e i docenti del liceo. È nato persino un coordinamento di scuole che sta per inviare documenti di solidarietà.
L’ultimo contributo in ordine di tempo è dell’arcivescovo. A uno dei genitori degli studenti del D’Azeglio che hanno espresso dissenso sulla scelta del preside di leggere agli allievi un passo di Calamandrei del 1950 a difesa della scuola pubblica e contro la scuola «privata», monsignor Cesare Nosiglia ha rivolto parole di incoraggiamento: «Vi ringrazio della vostra presa di posizione chiara, ragionevole ed equilibrata in difesa della scuola paritaria. Condivido pienamente - ha scritto l’arcivescovo a Giovanni Clot - e vi incoraggio a continuare in questo impegno per favorire nella nostra società il pieno riconoscimento del servizio pubblico svolto dalla scuola paritaria e della necessità di trarne le dovute conseguenze oltre che sul piano giuridico, su quello finanziario, promuovendo così la libertà delle famiglie e degli alunni e la necessità di dare vita anche nel nostro Paese a un pluralismo scolastico di qualità formativa e culturale a vantaggio di tutti». Altre immediate prese di posizione «contro» erano giunte dalla Federazione Opere Educative di Compagnia delle Opere e dall’Agesc, Associazione genitori scuole cattoliche.
Al fianco del preside Iuvara e del collegio docenti si sono schierati 66 docenti del liceo classico Gioberti e 22 delle Università di Torino e del Piemonte Orientale, tra i quali Gian Luigi Beccaria, Luigi Bobbio, il giurista Alfonso Di Giovine, gli storici Angelo d’Orsi, Massimo Firpo, Sergio Luzzatto, Luisa Passerini, Giuseppe Ricuperati, Edoardo Tortarolo.
«In vista delle manifestazioni del 12 marzo 2011 in difesa della Costituzione e della scuola pubblica - hanno scritto i professori - , il dirigente D’Azeglio ha letto un noto passo di Piero Calamandrei sull’importanza della scuola statale per la cittadinanza democratica. Niente di eversivo, dal momento che si tratta di un testo di un padre costituente. I docenti del D’Azeglio lo hanno fatto proprio, votandolo come documento del Collegio, e mettendolo nel sito del liceo. Per queste ragioni, per avere semplicemente sostenuto in termini condivisibili da qualsiasi cittadino la centralità dell’istruzione pubblica, per avere esercitato la propria libertà di pensiero e di espressione, sono stati attaccati dal consigliere regionale pdl Gian Luca Vignale, che intende presentare un’interrogazione al Consiglio Regionale e persino promuovere un’interrogazione parlamentare per chiedere provvedimenti disciplinari nei loro confronti!».
A sostegno di docenti e dirigente, si registra poi una mozione della Flc-Cgil.
«Tutte le prese di posizione, a sostegno e di critica - dice il preside Iuvara - saranno a breve nel nostro sito. A disposizione di tutti. E ci saranno anche dei chiarimenti: ho massimo rispetto per i docenti che lavorano nelle scuole confessionali, mentre altra cosa sono i diplomifici. Nella mia esperienza ho avuto contatti più che positivi con insegnanti di scuole religiose: non era un attacco nei loro confronti».
m.
Le balle della Gelmini e la disabilità
21 marzo 2011, da ReteScuole
Ciò che forse ha più indignato, dell’ultima intervista alla ministra dell’istruzione, è che mai prima di allora aveva sciorinato, con tanta supponenza e tutto insieme, l’intero campionario di slogan propagandistici. Alla categoria delle balle spudorate appartengono, ad esempio, le affermazioni secondo le quali il 30% dei tagli sia stato re-investito sul merito, quella sulla base della quale oggi vi sarebbero 3500 insegnanti di sostegno in più dello scorso anno e l’aver negato la sentenza di condanna contro il suo ministero per discriminazione nei confronti di alunni/e con disabilità.
Ciò che risulta per nulla tollerabile è l’affermazione dalla ministra in relazione a questo punto ad intervista quasi conclusa, che riportiamo testualmente: “…è un problema di distribuzione degli insegnanti di sostegno e, qualche volta, di eccessiva superficialità nel riconoscere, in alcune regioni, disabilità che non esistono. Per cui qualcuno ha l’insegnante di sostegno non avendo di fatto bisogno dell’insegnante di sostegno e qualcun altro resta senza perché qualcun altro ha fatto il furbo.” Un’affermazione tanto più vergognosa perché contiene un’accusa esplicita e infamante nei confronti di una categoria di persone, le famiglie di alunni/e con disabilità che, generalmente, non amano il palcoscenico e difficilmente prendono la parola nei pubblici dibattiti. Non è un caso se, su questo argomento, al nostro sito sia giunta una sola coraggiosa e toccante lettera di una mamma indignata, e altrettanto comprensibile è che si tratti di una mamma meridionale. (…)
(...) Quando, in tema di sostegno alla disabilità, fa la distinzione tra alcune regioni e altre, l’unico dato statistico sul quale la Gelmini può rilevare una reale distanza tra nord e sud è nella constatazione che il rapporto, previsto per legge, di almeno un docente di sostegno per ogni due disabili, è rispettato in molte province del sud, ma quasi mai in quelle del centro o del nord.
Naturalmente parliamo di scuola statale, perché quella privata, “furbescamente” definita paritaria, spesso rifiuta di accogliere i ragazzi disabili, come dimostrato da inchieste giornalistiche e confermato dalle statistiche.
m.
giovedì 17 marzo 2011
martedì 15 marzo 2011

PER I 150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA
IL PROGRAMMA DEGLI EVENTI A TORINO NELLA NOTTE TRA IL 16-17 MARZO 2011
L’INNO DI MAMELI IN PIAZZA SAN CARLO – ORE 20,30: la Fanfara della Brigata Alpina Taurinense aprirà le celebrazioni suonando l’Inno di Mameli.
ANELLO TRICOLORE ALLA MOLE - L'accensione di un collier tricolore, che cingerà la Mole Antonelliana, e di sette installazioni di Luci d'artista saranno i segnali dell'inizio della festa.
CONCERTO IN PIAZZA VITTORIO VENETO – DALLE 21 ALLE 3.00: il big sarà Roberto Vecchioni, vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo, si esibiranno musicisti di tutte le regioni.
FUOCHI D’ARTIFICIO SUL PO - A MEZZANOTTE (PONTE DI PIAZZA VITTORIO): spettacolo pirotecnico con 5.000 effetti diversi, con fuochi accessi su quattro chiatte sul fiume.
DEGUSTAZIONI CON LE 8 PROVINCE IN PIAZZA A TORINO- La Provincia di Torino adotterà piazza San Carlo, Cuneo e Novara divideranno la vicina piazza Castello, Asti si domicilierà in piazza Carlo Alberto, Vercelli in via Lagrange, Alessandria in piazza Palazzo di Città, Biella in piazza Cln e via Roma, mentre il Verbano Cusio Ossola si proporrà in piazza Carignano.
L’ITALIA DI CIOCCOLATO’- PIAZZA VITTORIO: Una grande Italia di cioccolato fondente, lunga oltre 13 metri e dal peso di 14 tonnellate, sancirà l’avvio dell’edizione straordinaria di CioccolaTò dedicata a Italia 150.
MUSEI APERTI e SFILATA DI MODA TRICOLORE - Negozi aperti nel centro di Torino, con aperture straordinarie dei musei, una sfilata tricolore in via Lagrange organizzata dalla Cna-Federmoda e gruppi storici in strada. A Palazzo Madama ogni visitatore riceverà in omaggio una coccarda tricolore da appuntare sul proprio abito. Al Museo Pietro Micca alcune guide e militari dell’omonimo Gruppo Storico, in uniforme settecentesca, accompagneranno i visitatori nelle spettacolari gallerie di contromina.
SPECIALE ANNULLO FILATELICO PALAZZO REGIONE PIEMONTE – DALLE 21 ALLE 3.00 (ingresso da via Palazzo di Città): Poste Italiane allestirà uno sportello filatelico temporaneo, con uno speciale annullo postale realizzato per ricordare l’evento. Dallo scoccare della mezzanotte di mercoledì 17 marzo, sempre presso la Regione Piemonte, inizierà anche la vendita del francobollo celebrativo dedicato al 150° della Proclamazione del Regno d’Italia.
LA MOSTRA “RADUNI 2011” SALA MOSTRE REGIONE PIEMONTE – APERTA FINO ALLE 3.00 (Piazza Castello 165): esposizione di divise, mezzi storici e cimeli delle forze armate.
PALAZZI APERTI DELLE ISTITUZIONI - Porte aperte negli edifici: Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale, sarà visitabile dalle 18.00 all'1.30 e ospiterà spettacoli musicali e performances artistiche. Aperto al pubblico anche Palazzo Cisterna-sede della Provincia di Torino e il Municipio. Feste e visite anche al Rettorato dell'Università.
Il premier e il ministro Gelmini ignorano la costituzione e la offendono ancora una volta sul tema cruciale della scuola pubblica esaltando la scuola privata. L'art 33 dice che la Repubblica istituisce scuole statali (gratuite) per tutti gli ordini e gradi, e l'art 34, che premia i capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, avendo essi “diritto di raggiungere i gradi alti degli studi”.
Oggi, invece, la maggior parte degli studenti proviene dalle classi sociali più abbienti mentre dai lavoratori manuali proviene una minoranza esigua che non supera il 10%. “Così il monopolio della ricchezza – dice Piero Calamandrei- porta fatalmente al monopolio della cultura, sicchè le scuole medie ed universitarie, sbarrate agli ottimi quando sono figli di poveri, si riempiono di mediocri e anche di pessimi”. Che diventano pessimi professionisti, pessimi magistrati e pessimi politici e quindi pessimi governanti che pensano al loro vantaggio personale e non al bene comune.
Viene così a mancare quel continuo ricambio attraverso il quale si verifica senza posa , nelle vere democrazie, tra cui non rientra quella italiana, il rinnovamento della classe politica dirigente, che non rimane una casta chiusa, come è oggi, ma è la espressione aperta e mutevole delle forze più giovani e meritevoli della società.
Può così accadere che politici squalificati ci governino per decenni. E che personaggi bocciati dalla pubblica opinione e dalla Università si propongano, senza pudore, come artefici di una impossibile riscossa. Consacrando così un regime che minaccia di essere eterno. Ed in questo cristallizzarsi del potere politico in una minoranza inetta e ignorante e tuttavia privilegiata, è la ragione del declino della classe dirigente italiana, esaltata da media asserviti e da cortigiani ed intellettuali senza nerbo e senza dignità. Ed è qui la causa più profonda del trionfo del nuovo fascismo che si ammanta di azzurro, in questa fiacchezza, in questa anemia, in questa indifferenza generale.
La speranza di riscatto viene dagli studenti, non condizionati dal ricatto di un governo insolente e prepotente. Mentre aumentano le ingiustizie sociali e le nuove povertà. E si tende a privilegiare una scuola riservata alle classi benestanti.
Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.
Ferdinando Imposimato
Quando nostra figlia è arrivata all’età della scuola io e mia moglie ne abbiamo parlato e abbiamo deciso: scuola pubblica. Potevamo permetterci di scegliere e abbiamo scelto. Abbiamo pensato che fosse giusto così, per lei. E’ nostra figlia ed è la persona a cui teniamo di più al mondo ma è anche una bimba italiana e l’Italia ha una Scuola Pubblica. Sapevamo di inserirla in una realtà problematica ma era proprio quello il motivo della scelta.
Un luogo pubblico, che fosse di sua proprietà in quanto giovane cittadina, che non fosse gestito come un’azienda e che non basasse i suoi principi su una dottrina religiosa per quanto ogni religione venisse accolta. Un luogo pubblico, di tutti e per tutti, scenario di conquiste e di errori, di piccole miserie e di grandi orizzonti, teatro di diversi saperi e di diverse ignoranze. C’è da imparare anche dalle ignoranze, non solo dai saperi selezionati. La scuola è per tutti, deve essere per tutti, è bello che sia così, è una grande conquista avere una scuola pubblica, specialmente quella dell’obbligo.
Io li ho visti i paesi dove la scuola pubblica è solo una parola, si sta peggio anche se una minoranza esigua sta col sedere al calduccio e impara tre lingue. A che serve sapere tre lingue se non sai come parlare con uno diverso da te ? Il nostro presidente del consiglio dicendo quello che ha detto offende milioni di famiglie e migliaia di persone che all’insegnamento dedicano il loro tempo migliore, con cura, con affetto vero per quei ragazzi.
Tra le persone che conosco e tra i miei parenti ci sono stati e ci sono professori di scuola, maestre, ho una cugina che è insegnante di sostegno in una scuola di provincia. Li sento parlare e non sono dei cinici, fanno il loro lavoro con passione civile tra mille difficoltà e per la maggior parte degli insegnanti della scuola pubblica è così. Perchè offenderli? Perchè demotivarli? Perché usare un termine come “inculcare”? E’ una parola brutta che parla di un mondo che non deve esistere più.
La scuola pubblica non è in competizione con le scuole private, non è la lotta tra Rai e Mediaset o tra due supermercati per conquistarsi uno spettatore o un cliente in più, non mettiamola su questo piano...
La scuola di Stato è quella che si finanzia con le tasse dei cittadini, anche di quelli che non hanno figli e anche di quelli che mandano i figli alla scuola privata, è questo il punto. E’ una conquista, è come l’acqua che ti arriva al rubinetto: poi ognuno può comprarsi l’acqua minerale che preferisce ma guai a chi avvelena l’acqua del rubinetto per vendere più acque minerali.
E’ una conquista della civiltà che diventa un diritto nel momento in cui viene sancito. Ma era un diritto di tutti i bambini già prima, solo che andava conquistato, andava affermato. La scuola pubblica va difesa, curata, migliorata.
In quanto idea, e poi proprio in quanto scuola: coi banchi gli insegnanti i ragazzi le lavagne. Bisogna amarla, ed esserne fieri.
m.
A proposito di scuola pubblica e scuola privata
"Le ultime (infelici) dichiarazioni di un certo ben noto personaggio politico sulla scuola pubblica hanno suscitato, giustamente, molte polemiche. Da più parti si sono richiamate le bellissime parole di Calamandrei, ma qualcuno potrebbe obiettare che quel discorso risale a 60 anni fa e ormai non è più attuale.
In realtà, ci sono documenti recentissimi che smentiscono clamorosamente gli stolti discorsi che ci sono stati propinati. È più che evidente che le infelici espressioni del politico di cui sopra cercano di inculcare (n.d.r. questa volta si) l’idea che la scuola privata garantisce una preparazione ben superiore.
Il documento OCSE PISA 2009 che riporta i risultati dei test di comprensione del testo, matematica e scienze dei ragazzi di 15 anni di tutti i paesi OCSE (solo i dati della Francia sono fortemente incompleti) e paesi partners, permette di analizzare la diversa risposta degli studenti che frequentano le due tipologie di scuole, pubblica e privata.
Un’oretta di lavoro sul database di Pisa 2009 (http://pisa2009.acer.edu.au/interactive.php) fornisce risultati illuminanti.
Riassumiamo: In tutte e tre le “specialità” (Reading, Mathematics, Science) la scuola pubblica italiana naviga un po’’ al di sopra di metà classifica, tra la 25-sima e la 28-sima posizione (su 64 paesi); il punteggio medio dei nostri studenti è da 1 a 3 punti al di sopra della media (anche se non mancano delle sorprese: nella matematica i nostri studenti sopravanzano di 4 punti i colleghi USA).
Sul versante privato la situazione precipita: perdiamo oltre 20 posizioni, oscillando tra la 47-sima e la 49-sima posizione (su 61 paesi), ma, cosa assai più grave, gli studenti delle scuole private ottengono punteggi tra i 70 e i 73 punti inferiori alla media OCSE.
Ancora più istruttivo è paragonare la differenza di rendimento tra gli studenti “privati” e quelli “pubblici. Nell’OCSE gli studenti “privati sono più bravi di quelli “pubblici, ottenendo in media punteggi di 34/35 punti superiori. In Italia la situazione si inverte: i “privati” ottengono un punteggio (medio) tra i 37 e i 41 punti inferiore ai loro colleghi “pubblici. Se volessimo compilare una classifica in cui si tiene conto del “gap” privato/pubblico l’Italia sarebbe in piena zona retrocessione: in questa classifica la sua posizione oscillerebbe tra la 55-sima e la 58-sima posizione. La situazione è in realtà ancora più grave, perchè le “economie” che ci seguono in questa classifica hanno scuole pubbliche di straordinario valore (Cina-Shangai, Hong-Kong, Singapore, Taipei), che distaccano considerevolmente le corrispondenti, sia pure ottime, scuole private.

Gelmini attacca i prof: «Sono troppi. Chi va in piazza ha figli alle private»
Afferma che gli stipendi degli insegnanti sono bassi perchè il numero di docenti è troppo rispetto al fabbisogno delle scuole, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, intervistata da Fabio Fazio durante la registrazione della trasmissione 'Che tempo che fa' che andrà in onda stasera su Raitre.
«Gli insegnanti italiani sono pagati pochissimo perchè sono troppi ed abbiamo più insegnanti rispetto al fabbisogno - ha detto il ministro - Se crediamo nella scuola bisogna pagarli bene. Un insegnante con 15 anni di anzianità guadagna 20mila euro in meno all'anno rispetto ad un collega tedesco e questo non è giusto. Ma se si aumenta il numero all'infinito sono proletarizzati».
CONTRO I PROF NELLE PIAZZE D'ITALIA
Accusa di protestare a difesa della scuola pubblica e poi di mandare i propri figli nelle scuole paritarie, il ministro dell'Istruzione. «Molti di quelli scesi in piazza per la scuola pubblica poi mandano i figli alle paritarie - ha affermato il ministro - La trovo una incongruenza e forse vuol dire che non hanno poi tutta questa fiducia nella scuola pubblica».
Gelmini è anche intervenuta sulla manifestazione di ieri a difesa della Costituzione ed ha detto: «È stata una manifestazione legittima, ma che nasce su un presupposto sbagliato e cioè l'idea che il governo abbia attaccato la scuola pubblica e la Costituzione. Sulle parole di Berlusconi c'è stato un equivoco che adesso è stato chiarito». Il ministro ha riposto poi agli attacchi che l'accusano di voler tagliare i fondi alla scuola pubblica e afferma: «La sinistra sostiene che il problema della scuola sono i tagli - ha detto - ma io ho tagliato gli sprechi. La spesa nella scuola è aumentata e non diminuita negli ultimi dieci anni».
marisa

