lunedì 13 dicembre 2010

Da: UNITA’ , lunedì 13 dicembre 2010


Roma blindata, la Questura non autorizza cortei

Centro di Roma con “zona rossa” blindata a cortei, studenti e manifestanti d'ogni ordine e grado con una strategia che ricorda il drammatico G8 del 2001 a Genova. Al momento la Questura non autorizza dimostrazioni. In concomitanza con la fiducia alla Camera studenti delle superiori e universitari hanno già promesso cortei per provare ad arrivare fino a Montecitorio e contestare la riforma Gelmini.
Ma nella capitale arriveranno anche cittadini da l'Aquila ancora in macerie, campani devastati dalla monnezza per le strade, ci sarà il popolo Viola, ci saranno precari dello spettacolo. Ma la Questura alza paletti e mette divieti d'ingresso.

Ai parlamentari viene suggerito di arrivare presto a Palazzo Madama e a Montecitorio. Eppure dissentire, senza violenza certamente, è una delle colonne della democrazia.

I CORTEI DEGLI STUDENTI Gli studenti sono determinatissimi alla protesta. Se passa la fiducia infatti passa anche la contro-riforma firmata da Mariastella Gelmini. Il coordinamento principale di studenti medi e universitari sarà alle 10.30 al Colosseo. Vari i cortei che dovranno confluire ai Fori Imperiali: quello principale partirà alle 9.30 alla Sapienza in piazzale Aldo Moro. La parola d'ordine: “Uniti contro la crisi”. Altri assembramenti saranno sparsi per tutta la città. Ad esempio a Ostiense e a piazza della Repubblica.

POPOLO VIOLA: NON CI HANNO AUTORIZZATO Il movimento del Popolo Viola, che ha visto oscurata la sua pagina Facebook, pensava di mandare una rappresentanza davanti alla Camera e ritrovarsi in piazza Santissimi Apostoli (è vicina a piazza Venezia), invece l'autorizzazione non è arrivata. Ma loro ci saranno.

I PRECARI DELLO SPETTACOLO E DELLA CONOSCENZA A irrobustire la protesta arriveranno i lavoratori precari dello spettacolo dal vivo, ricercatori con il bollino di scadenza già impresso e altri che lo avranno grazie al ministro Gelmini. Il movimento 0.3 (sito blog.spot.com) aderisce con la Rete 29 aprile, formato da ricercatori e, appunto, i “precari della conoscenza”.

marisa

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