lunedì 18 aprile 2011
venerdì 15 aprile 2011
giovedì 14 aprile 2011
mercoledì 6 aprile 2011
Più religione che inglese.
Più religione, meno inglese (e comunque "light") e addio al maestro unico tanto propagandato dal governo.
Cominciano a delinearsi a prendere forma la riforma Gelmini della scuola elementare dopo il megataglio agli organici di 28 mila cattedre in tre anni. A settembre, il personale verrà sforbiciato di altri 9 mila posti e si entrerà nel terzo anno dell'era Gelmini.
Ma come sarà la scuola elementare in futuro nel nostro Paese? I bambini di prima elementare studieranno più Religione che Inglese. Il progetto del maestro "unico" è definitivamente tramontato perché le famiglie non lo vogliono.
Nella bozza sugli organici dei docenti per il prossimo anno scolastico viene precisato che il modulo orario di 24 ore settimanali potrà essere attivato soltanto se le famiglie lo richiederanno e, di conseguenza, si riuscirà a formare una classe intera. Ma l'esperienza di quest'anno e dell'anno scorso hanno già dimostrato che le 24 ore settimanali sono un flop.
Ma non solo. In futuro, i piccoli si ritroveranno di fronte insegnanti che hanno imparato l'Inglese in fretta e furia. E magari i piccoli correggeranno la pronuncia della maestra. Le ultime notizie sugli organici, comunicate ai sindacati, confermano infatti che dal prossimo anno non ci saranno più insegnanti specialiste di Inglese: le 4 mila e 700 docenti rimaste in servizio quest'anno, residuate dal contingente di 11 mila e 200 di alcuni anni fa, saranno impiegate come insegnanti comuni.
Prenderanno il loro posto altrettante maestre, nel frattempo specializzate attraverso un corso blended di 340 ore e senza mai essere state all'estero per perfezionare un minimo di pronuncia. Le specialiste, oltre al diploma di scuola elementare, erano spesso invece in possesso della laurea in lingue straniere. Ma perché un'insegnante di posto comune può imparare ad insegnare l'Inglese e non la Religione? La stessa operazione portata avanti con gli specialisti di lingua straniera avrebbe "fruttato" ben 6 mila posti con la Religione. Alcuni anni fa, le diocesi organizzarono corsi per l'insegnamento della Religione ai quali parteciparono le stesse maestre che insegnavano nelle classi. Ma poi non se ne fece più nulla.
E nelle classi arrivarono gli specialisti con la certificazione rilasciata dal vescovo. I più piccoli studieranno un'ora di Inglese alla settimana, che in seconda diventano due e tre in terza, quarta e quinta. Le ore di Religione restano invece due a settimana, in tutte le classi. E siccome l'orario è stato ridotto a 27 ore settimanali, ecco che le due ore di Religione peseranno di più nel curriculum rispetto al passato, quando gli alunni restavano in classe per 30 ore a settimana. Le 27 ore settimanali saranno svolte sempre da due insegnanti, perché una sola ne può al massimo coprire 22, più la specialista di Religione: in tutto tre. Niente, insomma, maestro unico.
c.
giovedì 31 marzo 2011
Da: LaStampa.it, 30 marzo 2011lunedì 28 marzo 2011
venerdì 25 marzo 2011

"Per una settimana bianca stravolgono il calendario"
Scuola contro la Regione che propone: «Facciamo come in Francia»
maria teresa martinengo
torino
Una settimana bianca da 12 al 17 marzo, vacanze di Natale che inizierebbero il 24, due giorni liberi a Carnevale, «sospensione breve» a Pasqua (5-10 aprile), inizio lezioni 12 settembre, fine mercoledì 13 giugno. E ponti 31 ottobre, 9 e 10 dicembre, 30 aprile. Di questa proposta di calendario scolastico regionale 2011/2012 hanno ragionato ieri - e discusso a lungo - l’assessore all’Istruzione, Sport e Turismo della Regione Alberto Cirio e la Conferenza della Scuola, che riunisce associazioni genitori, docenti, dirigenti, sindacati, province e che deve esprimere il parere.
Parere che, in maniera convergente, non è stato di approvazione: pochi i 202 giorni di lezione previsti, non motivata la sospensione di una settimana, tardivo l’inizio delle vacanze di Natale.
«Ieri abbiamo discusso per la prima volta e la conferenza è stata aggiornata alla prossima settimana. Abbiamo recepito le osservazioni. Valuteremo», dice Cirio. Poi, scende nel dettaglio del suo calendario, il primo della Giunta Cota: «Include un elemento importante, che è già realtà in altri territori a forte vocazione turistica. Penso a una settimana o a un ponte lungo da giovedì a domenica in marzo per favorire l’utilizzo delle montagne e dare la possibilità alle famiglie con bambini di organizzare una settimana bianca. Per chi non può per ragioni economiche, non ha ferie, non ha interesse, la Regione, d’intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale, organizzerà un progetto per tenere i ragazzi a scuola con attività alternative, con i docenti disponibili».
C’è anche una terza opzione. «Le scuole possono organizzare le gite in Piemonte, fruendo del bonus di 150 euro». Corale l’obiezione della Conferenza. «Obiettivo del calendario è garantire più giorni possibile di attività didattica - riassume Rodolfo Aschiero, segretario regionale della Flc-Cgil -. Si può permettere in modo facoltativo di fare progetti di attività didattiche alternative, tra cui andare in montagna. Ma interrompere l’attività per la settimana bianca è fuori da ogni logica. La questione è di tipo educativo e sono tutti d’accordo, dai presidi agli studenti».
Per Enzo Pappalettera, segretario regionale della Cisl Scuola «mettere in contrapposizione le esigenze di chi intende fare la vacanza sulla neve con quelle della programmazione didattica è un errore clamoroso. Non si può immaginare che la scuola sia chiamata a fare assistenza a chi non si può permettere di andare a sciare».
Cirio assicura che ci sarà spazio per la trattativa. «La priorità assoluta - dice - va al valore didattico del calendario, ma ricordo che lo sport per i ragazzi ha grande valore formativo». Ieri lo «strano caso» dell’assessore all’Istruzione che promuove anche Sport e Turismo è deflagrato.
Il commento più ascoltato è quello dell’assessore ai Servizi Educativi del Comune di Torino Beppe Borgogno: «Un calendario da assessore al Turismo e non alla scuola».
m.
giovedì 24 marzo 2011
REGIO APERTO PER GIOIA
Venerdì 25 marzo
Ore 14 - ore 17.30: visite guidate e concerti dei Gruppi da Camera del Regio
Ore 20: proiezione de I Vespri siciliani in Piazzetta Mollino
INGRESSO GRATUITO
A partire dal pomeriggio il Teatro sarà aperto a tutti dalle ore 14 alle ore 17.30 per le visite guidate gratuite e sarà inoltre possibile assistere a brevi concerti dei Gruppi da Camera del Regio.
La sera, alle ore 20, si potrà rivivere l’emozione della recita per i 150 anni dell’Unità d’Italia, andata in scena il 18 Marzo alla presenza del Presidente della Repubblica, grazie alla proiezione su grande schermo in piazzetta Mollino de I Vespri Siciliani diretti dal maestro Gianandrea Noseda e firmati da Davide Livermore.
La proiezione è gratuita e non sarà allestita una platea apposita; chi lo desidera, può portare con sé una sedia pieghevole!
m.
mercoledì 23 marzo 2011

TEATRO REGIO TORINO
VENERDI' 25 MARZO 2011
La giornata di lotta garantirà l’esecuzione degli spettacoli programmati, nel rispetto del pubblico e nella salvaguardia del Teatro.
L’importo della giornata lavorativa verrà devoluto, su base volontaria, a favore delle iniziative umanitarie per il popolo giapponese colpito dalle recenti catastrofi.
verrà installato uno schermo all’esterno del Teatro per dare la possibilità a tutta la cittadinanza di assistere agli spettacoli di Nabucco alle ore 12 e Vespri siciliani alle ore 20.
il Teatro Regio sarà aperto al pubblico dalle 14,00 alle 17,30 per visite guidate gratuite nello spirito del “teatro a porte aperte”.
Siamo tutti invitati!
m.
lunedì 21 marzo 2011
PIAZZA ARBARELLO PROGETTATA DAI PIU' PICCOLI - 2

L'Assessore Sestero incontra le classi della Sclopis che hanno aderito al progetto ADOTTA UN MONUMENTO
Argomento: La sistemazione di Piazza Arbarello
L'incontro è aperto a tutti
vi aspettiamo
segnalato da maria cristina milanese (grazie!)
m.
Flash Mob contro l'aumento dei fondi alle scuole paritarie
Ora
sabato 26 marzo · 15.30 - 18.30
Luogo
Torino Piazza Castello
Creato da
Alice Giaccone
La scuola pubblica è al verde, in compenso regione e governo aumentano i fondi per scuole private e paritarie, seguendo la stessa linea del premier Berlusconi che afferma che solo l'educazione privata può dare formazione adeguata.Troviamoci tutti in piazza castello per mettere in scena, sotto la regione, il dramma il furto dei fondi ai danni della scuola pubblica e a favore invece della privata!è necessario avere con sè una camica bianca e una cravatta. Così, mentre il Gioberti inscenerà il furto alla scuola pubblica, il D’azeglio leggerà e distribuirà il discorso di Calamandrei sulla scuola pubblica e privata, mentre il Gobetti volantinerà in favore dello sciopero generale del 6 maggio...(seguiranno ulteriori informazioni)
m.
Il 18 marzo, al piano terra di Palazzo Madama, ha preso il via il nuovo progetto interattivo
“ Museo Torino”, nel quale confluiscono i lavori sulla memoria storica di tutti e dieci gli ecomusei torinesi, compreso l'Ecomuseo Urbano della Circoscrizione I e la mostra: "Una storia elementare: immagini, voci e ricordi dalla Scuola Sclopis”.
m.
Art.7
Art.8
Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.
Bufera al Liceo classico Massimo D'Azeglio, Torino. Nosiglia in campo
L'arcivescovo "vicino" ai genitori contrari al preside
Il «caso D’Azeglio» non accenna a placarsi, anzi. Associazioni, scuole e gruppi continuano a sostenere o ad attaccare il preside Salvatore Iuvara e i docenti del liceo. È nato persino un coordinamento di scuole che sta per inviare documenti di solidarietà.
L’ultimo contributo in ordine di tempo è dell’arcivescovo. A uno dei genitori degli studenti del D’Azeglio che hanno espresso dissenso sulla scelta del preside di leggere agli allievi un passo di Calamandrei del 1950 a difesa della scuola pubblica e contro la scuola «privata», monsignor Cesare Nosiglia ha rivolto parole di incoraggiamento: «Vi ringrazio della vostra presa di posizione chiara, ragionevole ed equilibrata in difesa della scuola paritaria. Condivido pienamente - ha scritto l’arcivescovo a Giovanni Clot - e vi incoraggio a continuare in questo impegno per favorire nella nostra società il pieno riconoscimento del servizio pubblico svolto dalla scuola paritaria e della necessità di trarne le dovute conseguenze oltre che sul piano giuridico, su quello finanziario, promuovendo così la libertà delle famiglie e degli alunni e la necessità di dare vita anche nel nostro Paese a un pluralismo scolastico di qualità formativa e culturale a vantaggio di tutti». Altre immediate prese di posizione «contro» erano giunte dalla Federazione Opere Educative di Compagnia delle Opere e dall’Agesc, Associazione genitori scuole cattoliche.
Al fianco del preside Iuvara e del collegio docenti si sono schierati 66 docenti del liceo classico Gioberti e 22 delle Università di Torino e del Piemonte Orientale, tra i quali Gian Luigi Beccaria, Luigi Bobbio, il giurista Alfonso Di Giovine, gli storici Angelo d’Orsi, Massimo Firpo, Sergio Luzzatto, Luisa Passerini, Giuseppe Ricuperati, Edoardo Tortarolo.
«In vista delle manifestazioni del 12 marzo 2011 in difesa della Costituzione e della scuola pubblica - hanno scritto i professori - , il dirigente D’Azeglio ha letto un noto passo di Piero Calamandrei sull’importanza della scuola statale per la cittadinanza democratica. Niente di eversivo, dal momento che si tratta di un testo di un padre costituente. I docenti del D’Azeglio lo hanno fatto proprio, votandolo come documento del Collegio, e mettendolo nel sito del liceo. Per queste ragioni, per avere semplicemente sostenuto in termini condivisibili da qualsiasi cittadino la centralità dell’istruzione pubblica, per avere esercitato la propria libertà di pensiero e di espressione, sono stati attaccati dal consigliere regionale pdl Gian Luca Vignale, che intende presentare un’interrogazione al Consiglio Regionale e persino promuovere un’interrogazione parlamentare per chiedere provvedimenti disciplinari nei loro confronti!».
A sostegno di docenti e dirigente, si registra poi una mozione della Flc-Cgil.
«Tutte le prese di posizione, a sostegno e di critica - dice il preside Iuvara - saranno a breve nel nostro sito. A disposizione di tutti. E ci saranno anche dei chiarimenti: ho massimo rispetto per i docenti che lavorano nelle scuole confessionali, mentre altra cosa sono i diplomifici. Nella mia esperienza ho avuto contatti più che positivi con insegnanti di scuole religiose: non era un attacco nei loro confronti».
m.




