mercoledì 17 novembre 2010

17 novembre 2010
Scuola e università in piazza

Studenti e insegnanti mobilitati per la giornata internazionale di mobilitazione per il diritto allo studio. Numerose le manifestazioni in oltre 100 città, tra le quali Torino, per dire no alla riforma del ministro Gelmini.
L’appello «contro la deriva culturale del nostro paese di cui i tagli a scuola e università sono la rappresentazione politica» è stato anche diffuso in rete e sta raccogliendo molte adesioni anche tra artisti ed esponenti del mondo della cultura. Tra i firmatari Erri de Luca, Toni Servillo, Ettore Scola, Moni Ovadia, Ascanio Celestini, Caparezza, Andrea Rivera, Paolo Flores d’Arcais.

marisa
TORINO

SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA CHE AFFONDA!
…NON RESTARE A GUARDARE MENTRE L’ISTRUZIONE PUBBLICA VIENE DISTRUTTA!!!!

Il processo di smantellamento dell’istruzione pubblica, compirà il suo ennesimo passo in avanti con l’approvazione del DdL “Gelmini” di riforma dell’Università che sarà in discussione alla Camera nei prossimi giorni. L’ultimo atto di un disegno sull’Istruzione Pubblica che ha già visto fortemente penalizzate le scuole elementari, medie e superiori.
Agli studenti e ai lavoratori di Scuola e Università chiediamo di opporsi in modo deciso a questo progetto aderendo il

17 NOVEMBRE,
giornata dedicata al diritto allo studio, allo SCIOPERO

Indetto per tutto il giorno e per tutti i lavoratori di Scuola, Università ed enti di Ricerca Pubblici e partecipando alla manifestazione che partirà alle ore 9.00 da piazza Arbarello

Per chiedere al Governo di ritirare il DdL ed incominciare un dialogo costruttivo con tutte le componenti per una vera riforma di Università e Scuola

Siamo Tutti Sulla Stessa Barca -coordinamento cittadino in difesa dell'istruzione pubblica
(COOGEN, Rete29Aprile & Coordinamento UniTO, LaSt -Laboratorio Studentesco, S.I.-Studenti Indipendenti, FNISM -Federazione Nazionale Insegnanti-, Comitato 8 ottobre (Liceo D'Azeglio), bibliocoop, Coordinamento Precari PoliTO, ACMOS, Lavoratori e Precari Scuola Pubblica Torino, CUB Scuola Università Ricerca, FLC­CGIL) .

M.

venerdì 12 novembre 2010

Vi segnaliamo un’importante notizia dal sito della Consulta Torinese per la laicità delle istituzioni, 28 ottobre 2010

Sul sito: www.torinolaica.it è possibile scaricare il testo completo della circolare dell'Ufficio scolastico regionale per il Piemonte:

Ora Alternativa alla Religione - vittoria delle Associazioni laiche

"Dopo un anno di battaglie volte a ribadire l'obbligatorietà dell'attivazione dell'ora alternativa all'insegnamento della religione cattolica nelle scuole e la possibilità del relativo utilizzo dei fondi appositamente stanziati, le Associazioni Laiche Torinesi (Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, Comitato Torinese per la Laicità della Scuola, Associazione “31 ottobre per una scuola laica e pluralista promossa dagli evangelici italiani”, CIDI Centro Iniziativa Democratica Insegnanti, CGD Coordinamento Genitori Democratici, FLC-CGIL Torino, COOGEN Coordinamento Genitori Nidi, Materne, Elementari, Medie, CUB Scuola, FNISM Federazione Nazionale Insegnanti, Gruppo di Studi Ebraici, UIL Scuola) hanno finalmente ottenuto (dopo aver dovuto per tale scopo effettuare un esposto al difensore civico della Regione Piemonte) che il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale, dott. Antonio De Sanctis, ottemperasse ai doveri del proprio ufficio, informando adeguatamente tutte le scuole del Piemonte, di ogni ordine e grado, in merito alle modalità di attivazione dell'ora alternativa e di accesso ai fondi ad essa destinati.

D'ora in avanti, nessuno potrà più affermare di non conoscere la normativa in materia e di non disporre di fondi per l'ora alternativa.
Ogni mancata attivazione di questa non potrà pertanto che configurarsi per ciò che essa è, ovvero una aperta VIOLAZIONE delle LEGGI DELLA REPUBBLICA e DEI DIRITTI DEGLI STUDENTI E DELLE FAMIGLIE, che può e deve essere sanzionata per legge".

marisa
COME SE NIENTE FOSSE!

Repubblica.it
venerdì, 12 novembre 2010

Scuola, nella notte il governo raddoppia i fondi alle private
Il maxi-emendamento alla Finanziaria restituisce agli istituti paritari i 245 milioni tagliati.

Nella casse delle università dovrebbero entrare 500 milioni. Durissima la Cgil: "E' un gioco delle tre carte sulla pelle dell'istruzione".
Il governo ripristina i fondi per le scuole paritarie, incrementa i finanziamenti agli atenei, restituisce all'università i fondi per le borse di studio e assegna le risorse per espletare i concorsi richiesti in queste settimane a gran voce dai ricercatori in agitazione in tutti gli atenei. Il maxiemendamento alla legge di stabilità per il 2011 (ex legge finanziaria) restituisce agli istituti paritari i 245 milioni tagliati con la prima versione del provvedimento. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, mette così a tacere la polemica derivata dal taglio del 47 per cento (253 milioni) operato alle paritarie qualche settimana fa, che aveva creato più di qualche malumore, soprattutto negli ambienti cattolici.Un provvedimento, quello delle scuole paritarie, che provoca le proteste dell'Idv e un duro comunicato della Cgil scuola: "Si compie - dice il segretario Mimmo Pantaleo - il solito gioco delle tre carte. Si incrementano di 800 milioni i fondi per l'università, la cui ripartizione, tra concorsi fondo ordinario e diritto allo studio, non è chiara, ma si confermano i tagli di 1,4 miliardi previsti dal decreto fiscale del 2008. Agli istituti di ricerca pubblici resta la diminuzione di 95 milioni del fondo per il 2011. Sono confermati i tagli per la scuola, anche per il prossimo anno e nel contempo sono aumentati di 245 milioni i fondi per le scuole paritarie. Un governo in agonia vuole completare l'opera di demolizione della conoscenza pubblica per lasciare spazio alla privatizzazione".

marisa

giovedì 11 novembre 2010

Da: Repubblica, 9 novembre 2010

ECCO IL NUOVO MODELLO DI SCUOLA PROPOSTA DALLA LEGA
Meno ore, bonus e assunzioni locali

Meno ore di lezione, buono scuola e assunzione a livello locale degli insegnanti.Nel corso di un convegno organizzato dalla scuola Bosina di Varese (fondata dalla moglie di Umberto Bossi) il Carroccio ha illustrato la ricetta per "risanare la scuola", (…) attraverso 17 punti, di cui 5 strategici e 12 che si possono realizzare "da subito".Tra i punti strategici (…) spicca la drastica riduzione del "curricolo obbligatorio sia annuale che totale". Dagli attuali 13 anni (5 di scuola primaria, 3 di scuola media e altri 5 di scuola secondaria di secondo grado) si dovrebbe passare a 12 anni. E in più l'orario scolastico dovrebbe essere suddiviso in due parti: obbligatorio e aggiuntivo. La parte obbligatoria non dovrebbe superare le 20 ore settimanali: 4 al giorno, per 5 giorni a settimana.

E' una specie di mix tra la riforma Moratti (che prevedeva una quota oraria settimanale del curricolo obbligatoria e una facoltativa) e la riforma Berlinguer con la riduzione di un anno del percorso scolastico. Tra gli altri punti qualificanti della proposta leghista c'è l'attuazione del federalismo scolastico, attraverso la piena attuazione del titolo V della Costituzione "con passaggio alla Regione di tutto il potere organizzativo sulla scuola". Ma anche la piena attuazione della parità scolastica, attraverso "l'uguaglianza dei finanziamenti sia al settore pubblico che al parificato, tramite dote alunno (bonus scuola)".(…) L'assunzione del personale viene prevista a livello "locale": a livello di distretto, o di istituto o di consorzio di scuole". Mentre la direzione amministrativa delle scuole dovrebbe essere distrettuale. Anche la dirigenza cambierebbe pelle con l'introduzione della direzione didattica di plesso.

Tra le misure da realizzare "subito" c'è quella del docente a tempo pieno, del lancio di questionari annuali che alunni e genitori compilerebbero per dare un giudizio sulla qualità del servizio offerto dalle singole scuole…è previsto che le scuole rimangano aperte fino alle 18,30, che i compiti in classe si effettuino al di fuori della classe, per evitare che gli alunni copino, e pause di 15 minuti dopo ogni ora di lezione.

Marisa
COORDINAMENTO RSU NO GELMINI TORINO

Ministero dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Direzione Generale per il personale scolastico Uff. III
Prot. n. AOODGPER 9839 Roma, 08 novembre 2010
Ai Direttori Generali
degli Uffici scolastici regionali
LORO SEDI

Oggetto: Supplenze temporanee del personale docente.

Si fa riferimento alle continue segnalazioni riguardanti la difficoltà delle istituzioni
scolastiche nell'assicurare la piena funzionalità delle attività didattiche in caso di assenza
temporanea del personale docente.
Al riguardo, nel confermare le indicazioni già fornite con la nota n. 14991 del 6 ottobre
2009, si ribadisce l'obbligo di provvedere alla sostituzione di detto personale assente
temporaneamente, prioritariamente con personale della scuola in soprannumero o con ore a
disposizione o di contemporaneità non programmata in applicazione di quanto previsto dall'art.
28, commi 5 e 6, del CCNL/07 ed, in subordine, mediante l'attribuzione di ore eccedenti a
personale in servizio e disponibile nella scuola fino ad un massimo di 6 ore settimanali oltre
l'orario d'obbligo.

Ciò premesso, si ricorda che l’istituto delle ore eccedenti, considerato l'ammontare
limitato delle risorse disponibili, annualmente definito e di celere esaurimento, ha natura
emergenziale ed ha come finalità lo specifico obiettivo di consentire la sostituzione immediata e
limitata nel tempo del docente assente, in attesa della nomina del supplente temporaneo avente
diritto.

Pertanto, nel rispetto della normativa e delle procedure richiamate nella stessa nota,
nel caso in cui le soluzioni indicate (sostituzione con personale in esubero, con ore a disposizione,
con attribuzione di ore eccedenti nel limite delle risorse assegnate) non risultino praticabili o
sufficienti, i dirigenti scolastici, al fine di garantire ed assicurare il prioritario obiettivo del diritto
allo studio e della piena funzionalità delle attività didattiche, possono provvedere alla nomina di
personale supplente in ogni ordine e grado di scuola anche nel caso di assenza del titolare per
periodi inferiori a 5 giorni nella scuola primaria, come previsto dall’art. 28, c. 5 del CCNL e a 15
giorni nella scuola secondaria, fermo restando quanto previsto in merito alla procedura
semplificata per la nomina del supplente nella scuola dell’infanzia e primaria per assenze fino a
10 giorni dall’art. 5, c. 6 e art. 7, c. 7 del vigente Regolamento delle supplenze.

Appare opportuno richiamare l'attenzione sull'opportunità di non ricorrere alla
sostituzione dei docenti assenti con personale in servizio su posti di sostegno, salvo casi
eccezionali non altrimenti risolvibili.

Si segnala infine che la spesa per la sostituzione del personale assente non può essere
coperta con le risorse del FIS, visti i vincoli specifici di destinazione previsti dal contratto stesso
nell'utilizzo di tali risorse.

IL DIRETTORE GENERALE
f.to Luciano Chiappetta

COMMENTO RSU:La presente nota MIUR è decisamente importante
perché ci dà completamente ragione e conferma la correttezza della nostra battaglia per la legalità e il diritto ad una buona scuola per noi, per i nostri studenti, per il Paese.

Chiarisce che “l’attribuzione di ore eccedenti” si può fare solo per il personale in servizio DISPOSTO a svolgere questa attività aggiuntiva. Insiste sul fatto che l’attribuzione di ore eccedenti ha carattere emergenziale e limitato. Dice chiaramente che si deve garantire il diritto allo studio e quindi SI DEVE nominare anche per assenze inferiori ai 5 gg nella primaria o ai 15 gg nella secondaria. Ripete che l’uso dei colleghi di sostegno per le supplenze va limitato a casi “non altrimenti risolvibili”. Blocca ogni tentativo di caricare il FIS dei costi delle supplenze che invece competono al bilancio.
MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO I TAGLI ALLA CULTURA
Venerdì biblioteche chiuse contro i tagli alla cultura
Stop per un giorno alla consultazione e al prestito di libri. I musei più belli della città aperti ma gratuiti

daniela lanni (agb)

Anche il Comune di Torino aderisce alla mobilitazione nazionale «12 novembre 2010: Porte chiuse, luci accese sulla cultura». Un'iniziativa, senza precedenti, per richiamare l'attenzione sugli effetti dirompenti che la manovra finanziaria avrà sul settore e per riaffermare i diritti dei cittadini alla cultura. L'obiettivo è protestare contro le forti riduzioni del fondo unico per lo spettacolo e i vincoli imposti dalla manovra del Ministro Giulio Tremonti. «Regole rischiose per la stessa sopravvivenza di Enti e organismi formativi» ha detto l'Assessore alla Cultura della Città di Torino, Fiorenzo Alfieri. (…) A Torino, venerdì, è in programma la serrata di tutte le biblioteche civiche. Un giorno di stop, venerdì 12 novembre, alla consultazione e al prestito di libri in tutte le biblioteche della città. Chiuse anche le sale lettura e le emeroteche. Accesso vietato al pubblico anche al Museo Pietro Micca, Museo A come Ambiente, l'istituto Gramsci e la Fondazione Vera Nocentini.

M.

martedì 9 novembre 2010

Dichiarazioni dei ministri della cultura europei in merito ai tagli alla cultura
(da "Vieni via con me", 8 novembre 2010; legge Roberto Saviano)

Bernd Neumann, Germania: “è proprio in tempi di crisi che si deve lottare per non fare tagli alla cultura perché è il valore e il fondamento che dobbiamo mantenere”.

Frédéric Mitterrand, Francia: “…La cultura è una risorsa, un aiuto all'orientamento. E io lavoro perché lo sia sempre di più”.

Angeles Gonzales-Sinde, Spagna: “Lo stimolo alle industrie culturali è cruciale per l’uscita dalla crisi se si tiene conto che la cultura fornisce il 4 per cento del pil spagnolo e dà lavoro a più di 800 mila persone”.

Sandro Bondi, ministro italiano della Cultura: “Non vado a chiedere l’elemosina a Tremonti”.
(legge Fabio Fazio)

Giulio Tremonti, ministro dell’economia: “Fatevi un bel panino con la Divina Commedia”.

marisa

venerdì 5 novembre 2010

TREMONTI E I TAGLI ALLA SCUOLA…..PUBBLICA


Roma, 4 novembre 2010 (Apcom)

Per una volta Tremonti ha benedetto l'occasione derogando alla linea dei tagli draconiani inseriti nella legge di stabilità per il 2011".

A scriverlo è il quotidiano Libero, in un articolo firmato dal vice direttore Franco Bechis, che ricorda come il ministro fosse bersagliato da giorni per i tagli in tabella alla scuola cattolica: all'appello mancavano 200 milioni all'anno per il prossimo triennio.

Cifra reintegrata proprio alla vigilia del convegno in Vaticano dal ministro dell'Economia che "per le vie brevi ha fatto sapere ai parlamentari che ci penserà direttamente lui, utilizzando i fondi a disposizione del ministero dell'Economia.

marisa

giovedì 4 novembre 2010


Ancor sempre valida, purtroppo


marisa


Dal quotidiano: Repubblica.it del 4 novembre 2010

Mancano i professori supplenti. "Le maestre salgano in cattedra"

A Bernate Ticino un preside decide di far fronte in modo creatito alla cronica assenza di docenti. Ma le candidate protestano e interpellano in sindacato: "Provvedimento assurdo e contrario alla legge".

Maestre elementari mandate a fare supplenza alle vicine scuole medie, visto che non lì ci sono insegnanti per sostituite i colleghi assenti. Succede all'istituto comprensivo di Bernate Ticino, dove il preside Giuliano Fasani ha deciso di fare fronte in modo creativo alla cronica assenza di docenti, conseguenza dei tagli del governo all'istruzione. Ma le maestre non ci stanno, e hanno scritto lettere di protesta contro un provvedimento che considerano "assurdo e contrario alla legge". Loro, abituate a curare i bambini, non sono abilitate per insegnare a ragazzini 13enni. E nemmeno vogliono avere la responsabilità di dovere vigilare sui preadolescenti, più agitati.

Fai-da-te, ultima frontiera della scuola in crisi

Il problema si pone per le supplenze brevi, di uno o due giorni, che ricadono economicamente sulle spalle della scuola. E l'istituto, a corto di quattrini come tutti, si è arrangiato a modo suo. Le maestre di Bernate hanno scritto a Cgil, che impugnerà le circolari con cui la presidenza ha deciso di mandare le maestrine alle medie. Ma dal 21 ottobre il preside (…) ha comunicato alle maestre che sono loro a doversi spostare per andare in classe dagli studenti "grandi".

La risposta di FLC CGIL: "Quello che il preside sta facendo è del tutto illegittimo. Anzitutto, spostando i docenti da un tipo di scuola all'altro calpesta il contratto di lavoro. E poi, cosa più importante, sottraendo le maestre alla scuola elementare interrompe i progetti didattici. Le insegnanti a disposizione dovrebbero essere impiegate per le cosiddette ore di "compresenza", caposaldo del modello didattico del tempo pieno".

marisa

venerdì 29 ottobre 2010

Cara Mafalda


marisa
COOGEN
Coordinamento Genitori Nidi Materne Elementari Medie di Torino

Il COOGEN ti invita al "Corso di Formazione"
per Rappresentanti di Classe e di Istituto - 9 Novembre ore 21.30
in c.so Peschiera 364

Verrà distribuito un vademecum e presentata la legge sugli organi collegiali

Se credi che fare il Rappresentante di Classe non sia solo raccogliere soldi
Se sei stato eletto in Consiglio di Istituto e vuoi saperne di più sui tuoi compiti
Se pensi che un genitore possa dare un contributo per la scuola e per i propri figli
Se vuoi discuterne con noi…

Diffondi la notizia scaricando il volantino dal sito del coogen (www.coogen.org)

marisa

giovedì 28 ottobre 2010

Niente soldi ai libri di scuola.

Il governo ripropone la manovra fallita nel 2009 e cancella il fondo da 103 milioni.
Lo scorso anno le risorse erano ricomparse nel decreto di Natale, ma questa volta sarà più difficile.

Dalla discussione di ieri a Montecitorio, alla commissione Cultura, risulta che nel 2011 il governo non ha previsto i fondi per rendere gratuiti i libri testo delle scuole dell’obbligo. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti intende dunque far saltare una delle misure caratteristiche della scuola pubblica dal 1967, cioè il fondo per i libri destinato ai bambini provenienti da famiglie meno abbienti, che serve a garantire il diritto allo studio a tutti i ragazzi. Il capitolo di bilancio della legge Finanziaria che prevede lo stanziamento di 103 milioni per la gratuità dei libri scolastici è stato nuovamente tagliato e ridotto a zero per il prossimo anno. Se le cose resteranno come sono, e non ci sarà uno stanziamento ulteriore nell’annunciato decreto di Natale, tutte le famiglie che mandano i bambini alle primarie (o che sfruttano il comodato d’uso gratuito nella scuola superiore) saranno costrette a sborsare i soldi per i libri di tasca propria.

marisa

mercoledì 27 ottobre 2010

Se vuoi la pace, prepara la pace, ovvero: cosa c’entra il Ministero della Difesa con sport e attività extrascolastiche?

Sul Progetto Gelmini – La Russa “Allenati per la vita”, corso teorico e pratico, valido come credito formativo scolastico (alla sua quarta edizione!), per gli studenti delle scuole superiori, frutto di un protocollo tra Ufficio scolastico lombardo, Comando regionale dell'esercito, ministero dell’Istruzione e della Difesa

Leggiamo alcuni estratti:

"Gli istruttori, circa un centinaio, sono militari in congedo. Dopo le lezioni teoriche che possono essere inserite nell’attività scolastica di “Diritto e Costituzione” seguiranno corsi di primo soccorso, arrampicata, nuoto e salvataggio e “orienteering”, vale a dire sopravvivenza in ambienti ostili e senso di orientamento, tiro con l’arco ed esercitazioni con la carabina ad aria compressa. In più “percorsi ginnico-militari” e, al termine, una gara pratica tra pattuglie (!) di studenti... Le attività in argomento permettono di avvicinare, in modo innovativo e coinvolgente, il mondo della scuola alla forze armate, alla protezione civile, alla croce rossa e ai gruppi volontari del soccorso (…) la pratica del mondo sportivo militare, veicolata all’interno delle scuole, oltre ad innescare e ad instaurare negli studenti la “conoscenza e l’apprendimento” della legalità, della Costituzione, delle istituzioni e dei principi del diritto internazionale, permette di evidenziare, nel percorso educativo, l’importanza del benessere personale e della collettività attraverso il contrasto al “bullismo” grazie al lavoro di squadra che determina l’aumento dell’autostima individuale ed il senso di appartenenza ad un gruppo”.


Come si concilia questa politica educativa con l’art. 11 della Costituzione?

Art. 11: L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.


In nome del bilancio si fanno tagli alla scuola, si riduce il numero degli insegnanti, si costituiscono classi di 30 alunni in edifici ad alto rischio…e poi si destinano nuove risorse a corsi di stampo paramilitare?
marisa

lunedì 25 ottobre 2010

Sempre a proposito di diritti e Costituzione...
Dalla rassegna stampa nazionale del 23 ottobre 2010:

Le nuove regole per i prèsidi
"Vietato criticare la riforma Gelmini"
Il "codice disciplinare per i dirigenti scolastici" è pienamente operativo. Se le dichiarazioni possono essere "lesive dell'immagine dell'amministrazione", si rischia la sospensione dal servizio e dello stipendio. Il "Codice Brunetta" non ammette scivoloni.

COME LA METTIAMO CON L'ART. 21 DELLA COSTITUZIONE?

art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana
(articolo sulla libertà di stampa, di espressione e manifestazione di pensiero):

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

e dalla Costituzione per l'Europa, art. II – 71 Libertà di espressione e di informazione
o Carta di Nizza, dicembre 2000, adottata dalla Repubblica italiana:

“1. Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera”.
marisa
CITTADINI DI SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE

Con la legge 169 dell’ottobre 2008 Mariastella Gelmini annunciava l’attivazione in tutte le scuole di una nuova disciplina: Cittadinanza e Costituzione.

Ma ai “nostri tempi”, la cosiddetta nuova disciplina non si chiamava Educazione civica? Il ministro ha subito provveduto a chiarire la questione, dichiarando in diverse interviste che “non sarà la vecchia ora di Educazione civica, ma un’ora di educazione alla cittadinanza, per insegnare ai ragazzi i valori e i principi contenuti nella nostra Costituzione".

Perfetto! “Sapere è potere”, quindi cominciamo a riscoprire insieme ai nostri figli i fondamenti del nostro Stato, della Repubblica italiana…..INSIEME, però, Ministro, nessuno escluso!

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Discorso sulla Costituzione

Di Piero Calamandrei, 26 gennaio 1955 (estratti)


L’art.34 dice:” I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Eh! E se non hanno i mezzi? Allora nella nostra costituzione c’è un articolo che è il più importante di tutta la costituzione, il più impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi. Dice così:
”E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

E allora voi capite da questo che la nostra costituzione (...) soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di lavoro da compiere. Quanto lavoro avete da compiere! Quanto lavoro vi sta dinanzi!

Perché quando l’art. 3 vi dice: “ E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” riconosce che questi ostacoli oggi vi sono di fatto e che bisogna rimuoverli. Dà un giudizio, la costituzione, un giudizio polemico, un giudizio negativo contro l’ordinamento sociale attuale, che bisogna modificare attraverso questo strumento di legalità, di trasformazione graduale, che la costituzione ha messo a disposizione dei cittadini italiani.

venerdì 22 ottobre 2010

Elezioni rappresentanti del Consiglio di Circolo

Cari genitori,

Vi ricordiamo che domenica 24 e lunedì 25 ottobre ci saranno le elezioni dei rappresentanti del CONSIGLIO DI CIRCOLO.

Il CONSIGLIO DI CIRCOLO è l’organo di indirizzo e di gestione degli aspetti economici e organizzativi generali della scuola ed è un costituito dal dirigente scolastico, dai rappresentanti degli insegnanti e dai rappresentanti dei genitori.

I RAPPRESENTANTI DEI GENITORI in Consiglio di Circolo svolgono un ruolo simile al rappresentante di classe: fanno da mediatori tra la scuola e le famiglie e riportano le richieste dei genitori relative alla scuola frequentata dai nostri bambini.

E’ importante per noi genitori essere presenti in Consiglio di Circolo: se non ci sono i nostri rappresentanti in questo gruppo, le decisioni che verranno prese non potranno tenere conto della nostra volontà.

Per questo motivo pensiamo che sia importante ANDARE A VOTARE.

Si potrà votare dalle ore 8 alle ore 12 domenica e dalle 8 alle 13.30 lunedì. Ogni genitore può esprimere due voti (indipendentemente dal numero di figli) e vota nella sezione del maggiore.

Per la Sclopis sono candidati:
Manuel Martin Moran
Chiara Mancinelli
Cristina Vezzaro
Fabio Giudice
Gianluigi Rossi
Marisa Margara
Claudia Valentino

Per la Carducci sono candidati:
Massimo Longo
Luigi Caforio

Per la Ricardi:
Alessandra Paloschi
Cristina Odorisio

In questo elenco ci sono tre persone (Manuel Martin Moran, Chiara Mancinelli e Massimo Longo) che hanno già rappresentato i genitori nel Consiglio di circolo 2007-2010 e che quindi hanno già esperienza nelle procedure. Ci permettiamo di suggerirvi di dare uno dei due voti uno di loro.

Grazie
Il Comitato Genitori Pacchiotti

giovedì 21 ottobre 2010

2010 - 2011: alla Sclopis si continua!

Dove tutto è incominciato
Nella scuola che fa gli italiani (anche Ahmed e Shu Wei)

così titola Annachiara Sacchi l’interessante articolo pubblicato il 6 ottobre 2010 sul «Corriere della Sera»,
sull’impegno che da mesi insegnanti ed allievi della Sclopis stanno dedicando alla realizzazione di alcuni progetti legati ai 150 anni dell’Unità d’Italia, che il prossimo anno avranno come protagonista Torino. Alcuni passi significativi:

Marina Bertiglia, responsabile della didattica del comitato «Italia 150˚», racconta: «Abbiamo investito tanto in questo progetto perché la scuola, da sempre, è un grande veicolo di costruzione dell’identità ».

Lo sanno bene all’elementare Sclopis, una sorta di istituzione (è stata costruita nel 1885 a pochi passi da piazza Statuto) che vanta alunni eccellenti come il cardinale Carlo Maria Martini e il poeta Guido Ceronetti (amatissimo dai bambini, a cui fa spesso visita). Qui, in alcune classi il 50 per cento degli studenti è straniero.

Ma l’atmosfera «deamicisiana» si respira ancora. Merito della struttura ottocentesca, dei corridoi grandissimi, delle aule affacciate sul cortile interno. Ma anche del continuo lavoro di «memoria » portato avanti dalle maestre. È nato così il piccolo museo della scuola, una stanza (aperta al pubblico) dove sono raccolti banchi antichi, registri, libri, pennini che raccontano epoche lontane.

Maria Elena Revelli, la maestra che cura con tre colleghe questo progetto (e molti altri), insiste sul «ricordo». «Abbiamo intervistato decine di ex allievi, visitato i luoghi storici della zona, preparato una serie di libri con il comitato per i 150 anni, letto e archiviato i giornali del 1961, l’anno del centenario».

Certo, non è semplice spiegare il Risorgimento alle elementari, visto che non è previsto nei programmi. «Ma i bambini sentono che è in arrivo un anniversario speciale». E la storia dell’Unità d’Italia «viene inserita comunque nelle ore di educazione alla cittadinanza». Anche la Sclopis sarà, in primavera, alle Officine Grandi Riparazioni. Con un progetto di scrittura creativa, un calendario, un giornalino, una conferenza. La linea del tempo che dal 1861 porta al 2011. «Il messaggio— dicono i maestri — è ancora valido: uniti si cresce».

marisa