mercoledì 22 ottobre 2008

Classifiche OCSE, sempre sesti

Nella classifica OCSE, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, l’Italia è al sesto posto per la qualità della sua scuola elementare: un posto di eccellenza, di cui potevamo essere fieri.
Anche in un’altra classifica OCSE pubblicata in questi giorni l’Italia si posiziona bene: in questo caso il riferimento è la crescita del divario tra ricchi e poveri. Tra i 30 paesi che fanno parte dell’OCSE, l’Italia è tra quelli dove la differenza tra chi ha tanti soldi e chi ne ha pochi o non ne ha per niente è tra le più alte.
In Italia, come in altri paesi, la ricchezza si distribuisce sempre più in modo ineguale. Il rapporto OCSE ci dice che l’aumento del divario economico tra ricchi e poveri è un fenomeno che colpisce i 3/4 dei 30 stati considerati, che vuol dire in più di 20 paesi. Ma la cosa che non può lasciarci indifferenti è che in Italia si registra un aggravamento del divario tra chi è molto ricco e la classe media, che tende a scomparire.
Prima di noi solo Messico, Turchia, Portogallo, USA e Polonia. Di nuovo siamo sesti, solo che questa volta si tratta dei livelli di disuguaglianza economica.
E mentre le persone diventano sempre più povere, la scuola sta diventando sempre più per ricchi.

AS

3 commenti:

monica ha detto...

grazie di esserci e di lavorare così alacremente.
monica

Anonimo ha detto...

ma le classifiche ocse dicono anche che gli studenti italiani, all'età di 15 anni, si piazzano agli ultimi posti in Europa pwer competenze matematiche, capacità di lettura e comprensione ecc ecc: allora se la scuola è eccellente dove sta la responsabilità del fallimento formativo?

Valeria Taeko ha detto...

ma se è il LICEO che vogliamo migliorare o, per così dire, l'interesse scientifico nell'età adolescenziale non è la scuola primaria che va modificata bensì i canoni d'insegnamento della scuola secondaria e secondaria superiore.
non facciamo confusione: a 11 anni un cattivo professore puo rovinare il lavoro ottimo di cinque anni di un insegnante della scuola primaria.
come mai nel campo della scuola secondaria nessuno ha messo mano? lo spiego io il perchè: nessun esperto nel campo pedagogioco è stato interpellato per rendere la riforma FUNZIONALE e rivolta al PROBLEMA EDUCATIVO.